lasciti al tapparelli

Dal lascito Romerio una rivoluzione al Tapparelli

Dal lascito Romerio una rivoluzione al Tapparelli La stanza che unisce intelligenza artificiale e cura

Dal lascito Romerio una rivoluzione al Tapparelli
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Una donazione importante non soltanto per il valore economico, ma soprattutto per la portata del progetto che porta con sé: un investimento sul futuro della cura, dove tecnologia e relazione umana lavorano insieme per migliorare la qualità della vita delle persone anziane e di chi soffre di patologie neurodegenerative.

È questa l’eredità lasciata da Giovanni “Gianfranco” Romerio, ingegnere e matematico, già presidente del Rotary Saluzzo nel 2000 e poi presidente onorario, scomparso pochi mesi fa all’età di 90 anni. Romerio non ha fatto in tempo a vedere realizzata la sua intuizione, ma il progetto in cui aveva creduto è oggi diventato realtà al Tapparelli: la nuova “Stanza delle Emozioni”, dotata del sistema di realtà virtuale immersiva “Nirvana”.

Romerio aveva sentito parlare di questa tecnologia e, non conoscendone ancora le potenzialità, aveva deciso di andare a vederla personalmente maturando la convinzione che uno strumento simile dovesse essere messo a disposizione del territorio. La presentazione ufficiale si è svolta giovedì, durante la festa d’estate della struttura. A raccogliere e portare avanti il progetto sono stati lo psicologo Luigi Salvatico, già presidente del Rotary Cuneo e amico di Romerio, e Gianni Benedetto, ex presidente del Rotary Saluzzo.

«Una Snoezelen Room è uno spazio pensato per stimolare e misurare le reazioni delle persone attraverso effetti musicali, tattili, visivi, uditivi e olfattivi – spiega Salvatico –. Questa struttura aggiunge una componente di intelligenza artificiale immersiva applicata alla riabilitazione neuromotoria di persone con disturbi neurologici».

La Stanza delle Emozioni è un concentrato di tecnologia: comprende dispositivi per la stimolazione sensoriale, un letto con materasso ad acqua che segue il ritmo della musica, una coperta luminosa, sistemi di proiezione e sensori capaci di registrare le risposte dell’utente elaborando report diagnostici.

Ma il vero elemento distintivo del progetto è l’equilibrio tra innovazione e rapporto umano. «Romerio era perfettamente consapevole che l’intelligenza artificiale da sola non basta – sottolinea Salvatico –. Per questo nel suo lascito ha previsto risorse per la formazione degli operatori, per il coinvolgimento di professionisti e per la pubblicazione dei risultati clinici».

Gli studi su questi strumenti evidenziano infatti come l’utilizzo combinato tra tecnologia e intervento umano possa produrre benefici significativi, arrivando anche a ridurre il ricorso ad alcuni farmaci.

Sarà il Rotary a vigilare sul rispetto delle volontà espresse da Romerio, garantendo continuità al progetto.

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