lutto a rossana

Gianfranco, l’anima di Rossana

Addio a 80 anni. Fu anche sindaco e poi al vertice dei micologi Impiegato postale, organizzatore nato, ha dato vita alla Pro loco e alla Sagra del fungo

Gianfranco, l’anima di Rossana

Se ne è andato improvvisamente a 80 anni, lui che nell’ultimo mezzo secolo è stato il rossanese più conosciuto. Un fiume di gente, molta da fuori, ha accompagnato sabato scorso Gianfranco Armando al cimitero dell’amato paese.

In tanti l’hanno apprezzato e seguito con ammirazione. Organizzatore nato e vulcanico promotore di iniziative, il popolare Gian ha incarnato come pochi il “genius loci”.

Primo dei cinque figli dei panettieri Giuanin ed Emma, ha conquistato presto un lavoro da impiegato postale e si è prodigato in mille imprese. Fondatore della Pro loco con un manipolo di coraggiosi (Giovanni Monge, Piermario Bianco, Eugenio Bastonero, Flavio Salvatico) già nel 1966 ha lanciato la Sagra del fungo e della castagna, portando a cantare a Rossana Patrick Samson e Giorgio Gaber, Orietta Berti e Mino Reitano.

Cose mai viste in un borgo di mille persone malcontate. I ricordi si accavallano.

La nascita delle maschere, la Bela Barutera e il Bulerè (impersonato dallo stesso Gian). Il carro rossanese di Carnevale dedicato allo “sciopero delle mogli”, finito su una rivista americana.

Il concorso di pittura Conca Verde con artisti di grido, da Roasio a Gagino ai Frères d’Art. La Festa d’Estate per suggellare il patto tra villeggianti torinesi e d’Oltralpe con i rossanesi.

Messa su casa con Irma e diventato padre di Gianna e Michela, l’infaticabile Armando è entrato nell’amministrazione comunale assieme a Bastonero, facendo anche l’assessore di comunità montana e infine il sindaco dal 1990 al 1995.

Lasciata la Pro loco in buone mani, si è dedicato al gruppo Micologico Bovesano di cui è stato attivissimo presidente dal 1997 al 2022, capace di portare in val Varaita le settimane internazionali dei ricercatori in materia di funghi.

Con moglie e figlie, lo piangono i fratelli Sergio, Guido, Piero e Maura, congiunti e amici che gli volevano bene.

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