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Gli Artiglieri da montagna fanno 30 L’Aosta e il passato alpino di Saluzzo

Domenica scorsa le penne nere sono tornate alla musso per l’annuale raduno

Gli Artiglieri da montagna fanno 30 L’Aosta e il passato alpino di Saluzzo

Le frasi di chi ha partecipato al raduno degli artiglieri da montagna del gruppo Aosta, domenica scorsa, fotografano meglio di ogni altra cosa lo spirito alpino che sta alla base dell’appuntamento, giunto alla trentesima edizione. «Tutti noi, chi 30, chi 40, chi 50 anni fa – ricordano alcuni partecipanti – abbiamo lasciato la Mario Musso con lo zaino pieno di esperienze e di ricordi. Le esperienze sono servite per affrontare le difficoltà della vita. I ricordi li abbiamo custoditi nel nostro cuore. È bello ritornare a rivivere quel periodo un giorno all’anno».

Si è chiuso con una riuscita partecipazione il raduno che nel fine settimana ha riportato a Saluzzo centinaia di ex commilitoni, molti dei quali in servizio nella storica caserma Mario Musso tra il 1951 e il 1991.

Domenica il momento centrale della due giorni. Dopo l’alzabandiera e gli onori ai caduti in piazza Vittorio Veneto, il corteo ha attraversato il centro fino a piazza Montebello. Nel cortile della caserma è stata celebrata la messa, seguita dal tradizionale pranzo comunitario nelle antiche scuderie.

Giacomo Verda, presidente del Comitato Artiglieri dell’Aosta: «Il ritrovarci, dopo molti anni, rinnova quei legami di stima e di amicizia nati tanti anni fa e mai alienati. È come ricaricare un accumulatore che ci permette di vivere in maniera più ottimistica fino al raduno successivo».

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