economia in piemonte

Il Piemonte “tiene”, ma perde colpi

Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ci sopravanzano

Il Piemonte “tiene”, ma perde colpi

Se guardiamo all’economia nazionale, il Piemonte sta meglio della media italiana, ma non riesce a raggiungere i risultati di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. A fotografare questa situazione è il rapporto annuale sull’economia piemontese pubblicato a giugno 2026 dalla Banca d’Italia, che analizza l’andamento del 2025 nei principali settori economici: dalla produzione industriale al lavoro, passando per l’edilizia e il welfare.

Nell’ultimo anno preso in esame il reddito pro capite dei piemontesi è stato di 25.426 euro, quasi il dieci per cento in più rispetto alla media italiana, ma ancora inferiore a quello delle altre regioni del Nord.

Sul fronte delle famiglie, il reddito disponibile è cresciuto del 2,3% a prezzi correnti nel 2025, poco al di sotto della media del Nord. I consumi sono aumentati dello 0,9% in termini reali, in linea con le altre regioni settentrionali. Tra i beni durevoli, le immatricolazioni di autovetture da parte di privati hanno registrato un calo più accentuato rispetto alla media nazionale. Questo dato, si legge nel report, riflette sia l’incertezza delle famiglie sia la debolezza del settore automotive, storica colonna portante dell’industria regionale oggi in crisi.

Le compravendite di abitazioni hanno invece subìto un’accelerazione, segnando un più 10,1% rispetto all’anno precedente. L’aumento è stato più marcato per le case di dimensioni più grandi e per quelle situate fuori dai centri urbani.

Insieme all’andamento delle compravendite, anche i prezzi delle case sono saliti, ma la crescita è rimasta inferiore alla media nazionale. L’aumento del costo degli affitti, invece, è stato in linea con il 2024. Anche il numero dei mutui è cresciuto, nonostante un lieve rialzo dei tassi di interesse.

Parlando di lavoro, l’occupazione nel 2025 è cresciuta dello 0,5%, in rallentamento rispetto all’anno precedente. Il dato, inoltre, è inferiore sia alla media nazionale che a quella del Nord. Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il numero di persone in cerca di lavoro è tornato a crescere. Anche la disoccupazione di lunga durata, cioè quella che riguarda chi cerca lavoro da più di dodici mesi, è salita leggermente.

Ad aggravare il quadro di medio-lungo periodo ci sono le prospettive demografiche. Secondo le previsioni Istat, tra il 2025 e il 2050 la popolazione piemontese si ridurrà del 6,8%. Al contempo, la quota di individui con più di 65 anni salirà al 34,5%.

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