Un’immagine in bianco e nero, arrivata dal passato, entra oggi in un luogo dove si costruisce il futuro. È il gesto semplice ma carico di significato compiuto da Paola Oreglia, che ha scelto di donare ad Agenform di Moretta una vecchia fotografia appartenuta al padre Enzo, storico casaro e titolare dell’ex caseificio Oreglia di Rifreddo.
Lo scatto, risalente ai primi del Novecento e realizzato in valle Po, ritrae un ragazzo con zoccoli di legno accanto a una capra che traina un piccolo carretto con il bidone del latte. Un’immagine essenziale, quasi simbolica, che racconta un mestiere antico fatto di fatica, ingegno e profondo legame con il territorio.
«La fotografia veniva usata da mio papà come simbolo del caseificio – racconta Oreglia – e ho deciso di donarla ad Agenform per ricordare ai futuri casari le nostre tradizioni e le nostre origini. È un ricordo forte, un’immagine a cui mio papà era molto legato, perché lo riportava agli inizi, quando tutto era davvero più complicato».
Un passaggio di testimone ideale tra generazioni, che trova il suo contesto naturale proprio nella scuola lattiero casearia di Moretta, punto di riferimento nella formazione professionale del settore. Qui ogni anno escono circa cinquanta nuovi casari, non solo provenienti dal territorio ma sempre più spesso da diverse regioni italiane e anche dall’estero, grazie a una rete di collaborazioni internazionali sviluppata negli ultimi anni.
«È importante che i ragazzi abbiano ben chiaro da dove arriva questo mestiere – sottolinea il referente Guido Tallone – perché solo conoscendo le radici si può innovare davvero».
Una visione che unisce tradizione e modernità, come dimostrano anche i lavori di ampliamento in corso nella sede di Moretta.
Procede infatti a pieno ritmo la realizzazione del nuovo caseificio didattico, pensato per offrire agli studenti spazi e strumenti all’avanguardia. La struttura sarà dotata delle più moderne attrezzature per la lavorazione del latte e affiancata da un’aula multimediale, progettata per integrare la formazione in presenza con quella a distanza. Un elemento innovativo che permetterà di seguire anche online le attività pratiche, ampliando ulteriormente le possibilità didattiche.
In questo equilibrio tra memoria e innovazione si inserisce la fotografia donata da Oreglia: non solo un ricordo di famiglia, ma un simbolo condiviso. Un’immagine capace di raccontare, in un solo sguardo, la strada percorsa e quella ancora da fare.
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