Negli ultimi anni, ha ricordato Bodo, si è assistito a una rinnovata attenzione verso il patrimonio locale. «Sembrava che biblioteche, chiese e storia fossero passate di moda, invece oggi registriamo un aumento delle presenze turistiche e un interesse crescente. Molti eventi vengono ospitati in luoghi come la cattedrale, San Giovanni o Maria Ausiliatrice: come diocesi vogliamo accompagnare questo processo in modo più strutturato, evitando contrapposizioni e puntando sulla complementarità».
La bozza di convenzione, già consegnata ai partecipanti e ora oggetto di confronto, prevede tra l’altro una programmazione coordinata delle attività, con la condivisione dei calendari con gli uffici diocesani competenti. Non un sistema di vincoli, ma un insieme di linee guida per armonizzare iniziative culturali e vita liturgica. L’obiettivo è arrivare a una versione definitiva entro fine mese, da presentare a Roma in occasione dell’incontro della Conferenza episcopale italiana.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Franco Demaria, che ha ribadito l’importanza di fare rete per rafforzare l’attrattività della città.
NUOVA ORGANIZZAZIONE
Si tratterebbe di persone incaricate di garantire un presidio costante, occupandosi dell’ufficio parrocchiale, del funzionamento ordinario della chiesa e dell’accoglienza dei fedeli. Un punto di riferimento stabile per la comunità, soprattutto nei momenti in cui il parroco è impegnato altrove.
L’idea si inserisce in un processo più ampio di riorganizzazione, che punta a mantenere viva la presenza della Chiesa sul territorio nonostante la diminuzione del numero di sacerdoti, valorizzando al contempo il ruolo dei laici. Una prospettiva che potrebbe trovare spazio anche nel percorso di confronto avviato a livello nazionale.