incorcio della bela rosin

Incrocio Bela Rosin “pericoloso” Saluzzo latita, ci pensa Cardè

Uno degli incroci che desta preoccupazione sulla Saluzzo Pinerolo

Incrocio Bela Rosin “pericoloso” Saluzzo latita, ci pensa Cardè

L’incrocio della “Bela Rusin” torna al centro delle preoccupazioni. Il nodo tra la strada comunale che conduce a Cardè e la statale 589 dei Laghi di Avigliana continua infatti a rappresentare uno dei punti più delicati della viabilità del territorio, complici gli elevati volumi di traffico e le velocità sostenute con cui vengono percorse le due corsie della Saluzzo-Pinerolo.

A riaccendere l’attenzione sono state le numerose segnalazioni dei residenti sulla scarsa visibilità in uscita dall’incrocio, aggravata dalla crescita della vegetazione e, soprattutto, dalla recente sistemazione della statale eseguita da Anas. I nuovi guard rail installati nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza della carreggiata, se da un lato proteggono la strada, dall’altro limitano sensibilmente la visuale di chi deve immettersi sulla 589, costringendo gli automobilisti ad avanzare ben oltre la linea di stop prima di poter verificare l’arrivo dei veicoli.

Nei giorni scorsi il sindaco di Cardè, Matteo Morena, ha effettuato un sopralluogo con i tecnici di Anas, durante il quale la criticità è stata riscontrata direttamente. L’ente ha così programmato nell’immediato lo sfalcio dell’erba lungo la banchina, effettuato lunedì, e ha rilevato ulteriori problemi legati alla segnaletica, sia orizzontale sia verticale. In particolare, manca la segnaletica orizzontale di “Stop” per immettersi sulla Sr589, e una delle indicazioni presenti sullo spartitraffico contribuirebbe ulteriormente a ridurre la visuale. Trattandosi di elementi di competenza provinciale, è stato annunciato un nuovo incontro con Provincia e Comuni per individuare possibili correttivi.

La vicenda ripropone però un copione già visto. Sebbene l’incrocio ricada formalmente nel territorio comunale di Saluzzo, è ancora una volta Cardè a farsi promotore delle richieste di intervento, motivato dal fatto che quel tratto viene utilizzato quotidianamente dalla maggior parte dei suoi residenti. Una situazione che si era già verificata alcuni anni fa, quando, dopo diversi incidenti e numerosi episodi sfiorati, amministrazioni locali e cittadini avevano rilanciato la proposta di una rotatoria. All’epoca vennero raccolte 626 firme per chiedere una soluzione definitiva, rimasta però lettera morta.

Da allora poco è cambiato. Oggi si interviene per migliorare la visibilità, ma il problema di fondo resta aperto. E mentre aumenta il numero di incidenti, alcuni anche di grave entità, all’altezza dell’incrocio, Cardè continua a seguire da vicino la questione, da Saluzzo (prima con l’amministrazione Calderoni e oggi con quella guidata da Demaria) non sono arrivate prese di posizione pubbliche su un’infrastruttura che, pur trovandosi entro i confini cittadini, rappresenta uno degli accessi principali al paese confinante e continua a essere percepita come uno degli incroci più critici della zona.

Saluzzo, si sa, avrebbe un peso ben superiore a livello politico rispetto al piccolo centro di Cardè, ma evidentemente le priorità amministrative sono altre.