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La “Locomotiva” dell’Unpli va ad Aldo Raviolo

Da oltre cinquant’anni alla guida della Pro Loco. «Ora è tempo di lasciare spazio ai giovani»

La “Locomotiva” dell’Unpli va ad Aldo Raviolo
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Dal 1976 a oggi, senza mai fermarsi. Per i suoi cinquant’anni e otto mesi di impegno nella Pro Loco, Aldo Raviolo, presidente dell’ associazione di Barge dall’ottobre 2007, ha ricevuto il premio “Nanni Vignolo – Locomotiva”, il riconoscimento che il comitato regionale dell’Unpli, l’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, assegna ogni anno ai volontari piemontesi che si sono distinti. La cerimonia si è svolta venerdì 30 ottobre, alle 15, al Museo di Scienze naturali di Torino, in una sede messa a disposizione dalla Regione Piemonte.

Il premio, annunciato dal presidente regionale Fabrizio Ricciardi dopo la decisione della commissione valutatrice, vuole valorizzare il lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, con cui i volontari custodiscono le tradizioni e cercano di trasmetterle alle nuove generazioni.

Raviolo è socio fondatore della Pro loco bargese, nata con atto costitutivo il 19 febbraio 1976. Il fratello Dino fu subito eletto segretario. «Eravamo un gruppo di amici – racconta Raviolo – e volevamo creare un comitato festeggiamenti. Siamo partiti ufficialmente il 19 febbraio, ma stavamo lavorando da mesi: prima c’era stata una caccia al tesoro automobilistica, che in realtà non ebbe un gran successo. Non avevo nessuna ambizione e pensavo fosse un impegno “temporaneo”, invece mi ha dato davvero molto: ho conosciuto tante persone e questo mondo mi ha conquistato».

A legarlo all’Unpli è stata l’amicizia con Nanni Vignolo, presidente della Pro Cavour e per anni presidente regionale. Dal 1989 Raviolo è stato per due anni revisore dei conti regionale, poi consigliere regionale per la provincia di Cuneo dal 1992 al 2024. Oggi è socio onorario del consiglio direttivo provinciale.

Tra i ricordi più recenti c’è anche quello di due anni fa: «Con Chiara e Marco, i figli di Vignolo, volevo cedere il passo – spiega – ma loro mi hanno spronato ad arrivare ai 50 anni nella Pro loco di Barge».

Poi lo sguardo si sposta sul presente. «Il Covid è stato un periodo difficile – osserva Raviolo – ma è servito per tirare il fiato e riordinare le idee. Oggi è tutto più complicato, per via della burocrazia che si è creata attorno agli eventi. Il prossimo obiettivo? Spero di andare “in pensione”, perché è tempo di lasciare spazio ad altri. Ovviamente, se mi sarà richiesto, resterò a disposizione per aiutare e consigliare i più giovani».

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