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L’autunno “caldo” dei rifiuti: costi in aumento e differenze di gestioni

La previsione autunnale vede un periodo molto "caldo per la questione rifiuti"

L’autunno “caldo” dei rifiuti: costi in aumento e differenze di gestioni
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Si preannuncia un autunno caldo sul fronte dei rifiuti. Il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti continua ad aumentare. È successo negli anni, anche dopo il passaggio al sistema porta a porta, e succederà ancora. Il nuovo appalto ha già portato “in dote” a Saluzzo un aumento del 12%.

A Saluzzo, per risparmiare, la frequenza del ritiro dell’indifferenziato scenderà da due a un passaggio settimanale, suscitando il malcontento di molti cittadini. Un dato che riporta al centro del dibattito non soltanto i costi, ma anche l’organizzazione del servizio e le differenze tra i Comuni del territorio. Il consorzio Csea pare comunque essere tra i più virtuosi a livello regionale, anche in termini di tariffe.

La domanda, assistendo alle lagnanze di Saluzzo, è poi se esistano, di fatto, paesi di serie A e paesi di serie B. Nei centri più piccoli il ritiro dell’indifferenziato è sempre stato settimanale, e in molti non è disponibile un’isola ecologica. Manca inoltre, in diversi casi, un servizio di raccolta degli ingombranti come quello attivo a Saluzzo. Anche il passaggio alla nuova gestione con Aprica procede a velocità diverse. Dovrebbe essere invece un’opportunità per allineare le situazioni.

A Saluzzo sono già comparsi i nuovi cassonetti marchiati dalla società, mentre nei paesi non sono ancora arrivati. Ai piccoli Comuni è stato inoltre “vivamente consigliato” di adottare i mastelli, a pagamento. Una soluzione che contrasta con quanto avviene nel capoluogo, dove il sistema consortile continua a tollerare il conferimento dei sacchi a terra, spesso lasciati fuori dalle abitazioni in qualsiasi momento della giornata. C’è poi il tema dei criteri con cui il Consorzio dovrebbe premiare i Comuni più virtuosi. Saluzzo può contare su una raccolta differenziata vicina al 70%, ma la percentuale da sola non racconta tutta la storia.

Conta anche la quantità di rifiuto indifferenziato prodotta da ogni abitante: 150 chili all’anno a Saluzzo, un dato simile a quello di Barge. In altri centri, come Costigliole e Cardè, si scende ampiamente sotto i 100 chili.

Numeri che suggeriscono una riflessione: a parità di territorio e di servizio consortile, occorre garantire ai cittadini condizioni e opportunità il più possibile omogenee.

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