In Maremma, per tutti è già “monsignor Berna”
L'affetto della comunità per Don Berna

Una grande partecipazione ha accompagnato domenica l’ingresso ufficiale in cattedrale di monsignor Bernardino Giordano, sacerdote saluzzese che ha assunto il ruolo di vescovo della Diocesi di Grosseto. Il momento solenne è stato sancito dalla presa di possesso canonico.
Si tratta del secondo ingresso liturgico in pochi giorni per monsignor Giordano: domenica scorsa, infatti, aveva già preso possesso della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, segnando il suo primo incontro con i fedeli della Maremma.
Durante la sua prima omelia il nuovo vescovo ha voluto sottolineare il valore della condivisione e della gioia: «È una domenica particolarmente impegnativa, ma anche di grande gioia, perché se non facciamo festa non sappiamo riconoscere il cammino che stiamo facendo. Ognuno può viverla a modo suo, ma siamo comunque chiamati a far festa con Dio. E fare festa significa avere dei legami: e quanto sono importanti questi legami nella nostra vita».
Il nuovo vescovo, che i fedeli hanno già iniziato a chiamare affettuosamente monsignor "Berna", ha dedicato la sua prima giornata a Grosseto non solo alle celebrazioni religiose, ma anche a momenti di incontro e vicinanza con la comunità. Ha infatti fatto visita all’ospedale cittadino, dove ha portato conforto ai pazienti, e successivamente alla casa circondariale, dove si è intrattenuto in dialogo con i detenuti, ribadendo l’importanza di un cammino di speranza e riconciliazione.
Tra i momenti più significativi della giornata anche l’incontro con le famiglie e con una rappresentanza della squadra di calcio locale. Da ex calciatore, Monsignor Giordano ha accolto con entusiasmo la delegazione ufficiale dei Grifoni, composta dai dirigenti Viola Lamioni e Filippo Vetrini, che sul sagrato della cattedrale gli hanno consegnato una maglia autografata dai giocatori del Grosseto Calcio. Il gesto simbolico ha suscitato grande emozione, sottolineando il legame tra il vescovo e la città, che lo ha accolto con calore. «È già uno di noi - hanno commentato i dirigenti -, ora lo aspettiamo allo stadio al più presto».
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