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Il motorino “Garelli” rubato 42 anni fa recuperato e restituito dai carabinieri

Il furto a Vado all’allora sedicenne Antonio Smiglio che oggi vive a Saluzzo. «Un frammento della mia giovinezza»

Il motorino “Garelli” rubato 42 anni fa recuperato e restituito dai carabinieri

Ci sono oggetti che sembrano scomparire per sempre e che invece, all’improvviso, riemergono dal passato riportando con sé un’intera stagione della vita. È quanto accaduto ad Antonio Smiglio, 58 anni, residente a Saluzzo, che nei giorni scorsi si è visto restituire dai carabinieri il motorino che gli era stato rubato quando aveva appena 16 anni.

Si tratta di un Garelli Vip 50 nero, il suo primo mezzo di trasporto, acquistato nel 1984 con i risparmi accumulati lavorando nei bar di Vado Ligure, dove allora viveva, e con l’aiuto della madre. Un simbolo di libertà adolescenziale, delle estati trascorse sul lungomare ligure e delle prime amicizie e avventure di gioventù.

Quel ciclomotore sparì pochi giorni prima di Natale del 1984. Antonio, all’epoca calciatore della prima squadra del Quiliano, lo aveva parcheggiato vicino al campo di allenamento assicurandolo con catena e lucchetto. Non bastò. Qualcuno riuscì a rubarlo e per il ragazzo fu una vera tragedia. «Ricordo che piansi per giorni», racconta oggi.

Da allora sono trascorsi 42 anni. Antonio si è trasferito a Saluzzo insieme alla moglie Cristina, ha costruito la sua famiglia e oggi lavora come capoturno in un’azienda che produce carta metallizzata a Casalgrasso. Del vecchio Garelli, col tempo, aveva quasi perso il ricordo.

A riportarlo alla memoria è stata una telefonata inattesa dei carabinieri di Volpiano. Durante un controllo, una pattuglia aveva fermato un uomo di 64 anni che circolava a bordo di un motorino privo di targa. Gli accertamenti sul numero di telaio hanno permesso di risalire a una denuncia di furto presentata nel 1984 a Quiliano. L’uomo è stato denunciato per ricettazione.

Quando i militari sono riusciti a rintracciare Antonio e gli hanno comunicato la notizia, l’emozione è stata immediata. «Mi sono tornati in mente – ha raccontato alla Stampa di Savona – volti, luoghi e sensazioni che avevo dimenticato. È stato come fare un salto indietro nel tempo».

La sorpresa più grande è arrivata al momento della riconsegna. Nonostante i decenni trascorsi, il Garelli è ancora in condizioni discrete e il motore funziona. Dopo un controllo dal meccanico, Antonio spera di poterlo utilizzare nuovamente nella casa di famiglia a Ceriale.

«Pensavo fosse ridotto a un rottame – conclude sorridendo – invece corre ancora. Devo ringraziare i carabinieri: mi hanno restituito un motorino, ma soprattutto un pezzo della mia giovinezza».

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