Dopo Novara, Vercelli e Alessandria, prende il via anche negli uffici postali della provincia di Cuneo il servizio di richiesta e rinnovo del passaporto. L’iniziativa, resa possibile dall’accordo tra Poste Italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stata presentata lunedì nell’ufficio postale Polis di Cervere alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Alberto Cirio, del senatore Giorgio Maria Bergesio e del dirigente della Polizia della Questura di Cuneo Walter De Meo.
Il servizio rientra nel progetto “Polis” di Poste Italiane, finalizzato alla modernizzazione e digitalizzazione degli uffici postali nei comuni con meno di 15 mila abitanti. In provincia di Cuneo sono 228 gli uffici abilitati alla procedura. Il più lontano dalla sede o dagli uffici distaccati della Questura è quello di Pontechianale.
Per ottenere il rilascio o il rinnovo del passaporto è sufficiente presentare un documento di identità valido, il codice fiscale, due fotografie, una marca da bollo da 73,50 euro e la ricevuta del pagamento di 42,50 euro. In caso di rinnovo è richiesto anche il vecchio passaporto o la denuncia di smarrimento o furto. Gli operatori raccolgono dati e impronte digitali, trasmettendo la documentazione alla Polizia. Il nuovo passaporto potrà essere recapitato a domicilio.
Concetta Agrò, direttrice di Poste Cuneo: «Si tratta di un servizio concreto che avvicina il cittadino alle istituzioni. In una provincia come quella di Cuneo, fatta di centinaia di piccoli comuni, la presenza di Poste è fondamentale».
Aggiunge il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: «Il percorso di rilascio del passaporto all’inizio non vedeva coinvolto il Piemonte. Abbiamo insistito come Regione affinché rientrasse e siamo felici del risultato. Chi risiede in aree svantaggiate deve avere gli stessi diritti di chi abita nei capoluoghi. Negli uffici postali passa la vita dei cittadini e con questo servizio Poste si confermano un presidio fondamentale nei piccoli centri».
«Nel 2018 – sottolinea il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega) – sindaci e politica lottavano contro la volontà di Poste di chiudere tanti sportelli nei centri minori. A distanza di pochi anni, l’implementazione dei servizi decentrati conferma che quella battaglia era giusta».
Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale