C’è un fiume che unisce paesi, storie e comunità, ma anche un territorio che ha bisogno di ritrovare il filo delle proprie radici per guardare al futuro. Il Po è il tratto comune di Faule, Cardè e Revello, tre realtà che condividono il legame con le sue acque, il paesaggio e una storia costruita attorno al corso del fiume. Scarnafigi rappresenta invece l’anima produttiva di queste terre, con le sue aziende, i formaggi e le specialità agroalimentari che hanno saputo conquistare un posto sui mercati.
Quattro Comuni, dunque, con caratteristiche differenti, ma con la possibilità di riconoscersi in un’identità più ampia. È da questa idea che nasce “Po me amor”, il progetto promosso dall’Accademia della Bagna Caöda di Faule e presentato l’8 ottobre nei locali rinnovati della Vecchia Distilleria, nell’ambito della trentesima edizione della Festa della Bagna Caöda.
L’iniziativa parte da una considerazione concreta: per contrastare lo spopolamento, la perdita di servizi e l’indebolimento delle attività economiche non bastano interventi isolati. Serve una strategia capace di mettere in relazione le risorse esistenti, valorizzando le peculiarità di ciascuna comunità e trasformandole in un’opportunità condivisa. Il patrimonio naturale del Po, le produzioni agricole e alimentari, le tradizioni popolari e il tessuto imprenditoriale possono diventare elementi di un progetto comune, anziché restare risorse separate entro i confini dei singoli paesi.
La sfida è passare dalla semplice vicinanza geografica a una collaborazione concreta. «Po me amor» punta a costruire una rete tra amministrazioni, associazioni, imprese e operatori, con l’ambizione di promuovere un’offerta turistica legata alla lentezza, alla scoperta del paesaggio e alla conoscenza delle tradizioni locali. Itinerari condivisi, una mappatura delle attrattive, un paniere di prodotti tipici e un marchio riconoscibile sono alcuni degli strumenti individuati per dare visibilità a un territorio che ha molto da raccontare, ma che deve imparare a presentarsi come una destinazione unitaria.
Non un’azione di contrasto o separata da Octavia (l’associazione che riunisce 17 Comuni della pianura) ma un progetto che nasce all’interno, dal dialogo tra i Comuni.
La valorizzazione della Bagna Caöda di Faule diventa in questo senso un punto di partenza e un simbolo. Attorno alla tavola, infatti, si incontrano cultura, agricoltura, commercio e socialità. Ma il progetto non guarda soltanto al passato: tra le priorità ci sono il coinvolgimento delle scuole alla conoscenza delle proprie radici e la creazione di opportunità per nuove attività imprenditoriali.
Il percorso, con un programma previsto per il 2026 e il 2027, vuole mettere in comunicazione mondi diversi: il fiume e le aziende, le tradizioni e l’innovazione, la memoria delle comunità e le prospettive dei giovani. La scommessa è fare in modo che le differenze non siano un ostacolo, ma la ricchezza di un territorio.