Domenica 16 agosto l’Argentina ha celebrato la Giornata Nazionale dell’Immigrato Piemontese, e a Rafaela, in provincia di Santa Fe, la ricorrenza ha avuto un significato speciale.
Il console onorario italiano Italo Juan Cassina ha consegnato al museo storico cittadino una piccola cassetta di legno: al suo interno, divisa in scomparti, la terra dei sette paesi piemontesi da cui nel 1881 partirono le famiglie fondatrici della città.
Dietro il gesto ci sono anni di ricerca. Cassina, egli stesso discendente di piemontesi, insieme alla storica Juana Elías ha ricostruito, attraverso i certificati conservati negli archivi comunali e parrocchiali del Piemonte, l’identità di quattordici pionieri e undici cognomi fondatori: Operto, Olivero, Podio, Storero, Geuna, Lorenzatti, Beltramino, Buffa, Mainardi, Chiaraviglio e Grande.
Il passo successivo è stato risalire ai paesi d’origine di ciascuna famiglia: Cavour (Geuna, Mainardi) e Piscina (Beltramino, Storero, Chiaraviglio) in provincia di Torino, Moretta (Podio), Villanova Solaro (Olivero), Envie (Buffa), Barge (Lorenzatti) e Scarnafigi (Grande) nel Saluzzese.
In ognuno di questi comuni Cassina si è presentato al sindaco con una richiesta insolita: «Chiedo il permesso di poter raccogliere un sacchetto di terra del vostro Comune, da portare in Argentina».
«Nei miei viaggi in Piemonte non solo ho ritrovato i paesi da cui erano partiti i nostri fondatori, ma ho incontrato lontani parenti e riallacciato legami che il tempo aveva interrotto – racconta Cassina -. Ho ripercorso un viaggio fatto di archivi, registri parrocchiali sfogliati pagina per pagina, chilometri di strade e incontri che hanno restituito volto e memoria a nomi che rischiavano di restare solo cognomi su un documento».
La terra raccolta nei sette paesi è ora custodita in un’unica cassetta consegnata al Museo Storico Nazionale di Rafaela, dove resterà in esposizione permanente.
Una sua possibile collocazione potrebbe essere anche in centro città, accanto al monumento dedicato a Guillermo Lehmann, l’imprenditore svizzero che nel 1881 lottizzò le terre su cui sarebbe sorta la città.
Rafaela, oggi terzo centro urbano della provincia di Santa Fe con 110 mila abitanti (e una forte comunità piemontese), nacque proprio dalla vendita di quei lotti agricoli e urbani.
Grazie al lavoro di Cassina, la sua storia di migrazione ha ritrovato anche la terra d’origine: sette manciate di terriccio piemontese, a ricordare dove tutto è cominciato.
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