È la Granda la super-premiata dal Bando Neve 2025, il più importante stanziamento dedicato al turismo invernale mai registrato nella storia della Regione. E a sorridere sono anche le piccole stazioni del Monviso, ciascuna premiata per i progetti presentati.
Dei 50 milioni di euro in dotazione al bando per tutto il Piemonte, 27,8 milioni di euro approdano nelle valli cuneesi. Le graduatorie sono state presentate la scorsa settimana a Torino, al Grattacielo della Regione Piemonte. La notizia arriva 10 giorni dopo l’apertura delle prime piste da sci della Granda, che hanno sfruttato la nevicata di fine novembre per dare il via alla stagione e mettere in moto gli impianti di risalita, entrando tutte in funzione con il weekend dell’Immacolata.
Destinatari del cospicuo contributo sono enti pubblici: Province, Comuni e Unioni montane, che ovviamente caleranno sul territorio, anche attraverso le società di gestione, quanto progettato in questi mesi.
L’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve Marco Gallo: «Abbiamo deciso di investire su una montagna viva tutto l’anno, cioè capace di attrarre, di offrire lavoro, di generare economia e turismo. Ogni euro investito ne produce sei di ritorno sull’economia turistica. Da oggi il sistema neve piemontese ha una traiettoria chiara e concreta di sviluppo».
«Abbiamo bisogno di mantenere i nostri “ferri” efficienti, se chiediamo alle persone di venire a sciare da noi, il servizio deve essere di qualità – osserva il presidente della Regione, Alberto Cirio -. Gli interventi e i finanziamenti che abbiamo concesso riguardano la cura della montagna, che rappresenta il primo prodotto turistico del Piemonte. È diretto al mondo dello sci, ma non riguarda solo quello, perché, per esempio, d’estate sulla seggiovia si caricano anche le biciclette».
La Regione riconosce in tutto il Piemonte 47 aree sciabili, di cui 13 in provincia di Cuneo, che rappresenta la seconda provincia per numeri di stazione dopo Torino. Il sistema dello sci piemontese genera un indotto fra i 500 e i 720 milioni di euro a stagione, secondo le stime di Ires, l’Istituto di ricerche socio economiche della Regione.
«L’investimento ha anche un valore strategico per tenere il passo con Lombardia e Veneto – spiega Cirio, che poi annuncia -: ci siamo candidati per ospitare alcune discipline delle Olimpiadi Invernali del 2030 nelle Alpi francesi. Rappresenta l’occasione per aggregare il Piemonte al treno olimpico e chiedere al ministero ulteriori finanziamenti».
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