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Riconoscimento del Parlamento alla rete dell’accoglienza stagionali

Riconoscimento importante per il Comune di Saluzzo

Riconoscimento del Parlamento alla rete dell’accoglienza stagionali
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«Una scelta lungimirante e un modello replicabile da altre amministrazioni». Con queste motivazioni la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro ha deciso di conferire un riconoscimento al Comune di Saluzzo per l’esperienza di accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali, realizzata grazie alle risorse del Pnrr.

Il riconoscimento valorizza un percorso costruito per garantire soluzioni abitative dignitose, contrastare il caporalato e superare gli insediamenti abusivi, affrontando un fenomeno complesso attraverso politiche pubbliche e collaborazione tra istituzioni e territorio. Nella comunicazione ufficiale la Commissione ha espresso apprezzamento per la capacità del Comune, in qualità di capofila, di usare i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per dare risposte concrete ai lavoratori.

Un’esperienza ritenuta significativa anche perché può diventare un riferimento per altre amministrazioni.

L’iniziativa fa seguito alla visita di alcuni componenti della Commissione all’accoglienza diffusa realizzata nell’ex casa del custode del cimitero, avvenuta lunedì 12 ottobre.

La consegna del riconoscimento si tiene giovedì 22 ottobre a Roma, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, durante la giornata conclusiva della terza edizione degli Stati generali della Salute e sicurezza sul lavoro. A rappresentare il Comune di Saluzzo sarà la vicesindaca Francesca Neberti.

«Questo riconoscimento parlamentare – commenta il sindaco Franco Demaria – dà valore a una scelta precisa: affrontare il tema del lavoro agricolo stagionale non soltanto sul piano dell’emergenza, ma costruendo condizioni di vita dignitose e promuovendo legalità e inclusione. Un’esperienza che dimostra come i Comuni possano svolgere un ruolo decisivo nel trasformare risorse e collaborazione istituzionale in risposte concrete, capaci di incidere sul territorio e di offrire un modello anche ad altre realtà».

La rete dell’accoglienza diffusa, tassello conclusivo, ma non per questo meno importante, del sistema di accoglienza adottato dalle aziende agricole del distretto della frutta, rappresenta la valvola di sfogo capace, se non di azzerare, quanto meno di limitare la presenza di senza tetto costretti a ripari di emergenza.

Non è un caso se, con l’apertura dell’ex casa del custode del cimitero da qualche settimana, la presenza degli stagionali africani nel parco Gullino è diminuita fino ad azzerarsi, con un beneficio evidente per i residenti della zona.

Per questo, in vista della prossima stagione, sarebbe auspicabile anticipare l’apertura della struttura, come del resto era già stato suggerito quest’anno. Una soluzione che potrebbe fungere da valvola di sfogo o di emergenza nei periodi di maggiore afflusso, alleviando il problema soprattutto per chi abita nei dintorni.

Restano ovviamente altri problemi sul tappeto, su cui la rete del Protocollo Prefettura, assieme alle amministrazioni locali, alle forze dell’ordine, ai sindacati di categoria agricoli e alle associazioni territoriali sta lavorando.

Il riconoscimento non cancella però le criticità ancora aperte, come hanno ricordato le recenti morti di due braccianti agricoli, investiti in bicicletta lungo la Saluzzo-Pinerolo e sulla provinciale di Scarnafigi. Due tragedie che hanno innescato il dibattito sulla mobilità dei lavoratori e portato ad un paio di iniziative di protesta in piazza: a Saluzzo, su impulso delle associazioni che si occupano del fenomeno dell’accoglienza, e a Cuneo, promossa dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil.