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Ricordo di Quaglieni: quando i saluzzesi onoravano la tomba di Pellico

Un tempo i saluzzesi onoravano la tomba di Silvio Pellico a Torino

Ricordo di Quaglieni: quando i saluzzesi onoravano la tomba di Pellico

«Ci fu un tempo in cui il culto di Silvio Pellico era molto sentito e tanti saluzzesi si recavano sulla sua tomba al cimitero monumentale di Torino, oggi ignorata dai più».

Così scrive Pier Franco Quaglieni, docente, saggista di storia contemporanea e per 45 anni direttore del Centro Pannunzio di Torino, in un articolo pubblicato la scorsa settimana sul Corriere della Sera, dedicato al patriota saluzzese di cui, quest’anno, sono ricorsi i 170 anni dalla morte, avvenuta il 31 gennaio 1854 a Torino.

La citazione riporta alla mente quando, nei decenni passati, l’amministrazione saluzzese avviò una serie di richieste e insistenze per traslare il corpo di Pellico nella sua città natale. Una richiesta avanzata anche in tempi recenti, circa 15 anni fa, soprattutto in seguito alla constatazione che il monumento funebre dell’autore de “Le mie prigioni”, versava in uno stato di semi abbandono nel cimitero monumentale.

Oggi la tomba di Pellico, costituita da un obelisco di circa due metri che ne riporta la data di nascita e di morte, appare in uno stato di conservazione migliore del passato, ripulita e circondata da una bassa siepe curata che permette di evidenziare alla base del monumento la corona d’alloro in bronzo che venne apposta dall’amministrazione comunale di Saluzzo, quale onore al suo illustre cittadino.

Una targa che racconta chi fu Pellico e quale ruolo ebbe nel periodo del Risorgimento italiano è stata infine posizionata proprio accanto al monumento funebre alcuni anni fa.

Accorgimenti questi, che rendono in parte onore ad un personaggio cui Saluzzo ha deciso di dedicare la sua via più bella e un monumento nella piazza centrale dell’isola pedonale, oltre ad intitolargli una scuola superiore cittadina.

È vero però che la figura di Pellico, in parte annebbiata dalla grande storia, è poco conosciuta nei suoi aspetti più dettagliati anche a Saluzzo, e ne sono testimonianza i pochi (pochissimi) accessi alla casa museo in piazzetta dei Mondagli, oggi inserita nell’elenco delle “Dimore storiche”, ma aperta alle visite appena un paio di giorni al mese. Alcuni mesi fa il nome di Pellico tornò agli onori delle cronache per una curiosa scoperta del parroco del duomo, don Roberto Salomone, che scoprì, spulciando nei registri parrocchiali dell’epoca, che nell’atto del battesimo del Pellico, Silvio era solo il terzo dei quattro nomi del patriota, registrato come Giuseppe Eligio Silvio Fabio Pellico.

Forse, a distanza di tanti anni, è giunto il tempo che Saluzzo rinfreschi un poco la memoria del suo illustre cittadino, promuovendo qualche iniziativa in suo ricordo.

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