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Gli studenti si mobilitano «Vogliamo restare nel centro storico»

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Gli studenti si mobilitano «Vogliamo restare nel centro storico»
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«È ora di scendere in campo per un’altra battaglia!». Giovanni Caligaris, studente del liceo Classico “Bodoni” e vicepresidente della Consulta Studentesca Provinciale, va diritto al punto: «Chiediamo alle autorità competenti di fermare qualsiasi piano per la vendita della scuola e garantire il suo ritorno alla comunità scolastica dopo i necessari restauri».

Prende sempre più corpo il trasferimento del liceo Classico, e di alcune classi dello scientifico, al terzo piano degli ex uffici giudiziari in corso Roma.

Pare ormai certo che a settembre l’istituto superiore lasci la storica sede di via della Chiesa per trasferirsi temporaneamente nell’ex tribunale, in attesa che prenda corpo, definitivamente, il progetto di ampliamento dell’attuale sede del Bodoni, in via Donaudi, con la riqualificazione della palestra e la costruzione di nuove classi sopra ad essa.

Se il Classico andrà nell’ex tribunale e il Denina avrà in via della Consolata una nuova sede, il centro storico è destinato, nel volgere di poco tempo a perdere due istituti in cui, ogni giorno, entrano oltre 300 studenti. La scelta è dettata dall’evidente necessità di una serie di interventi strutturali, che competono alla Provincia, proprietaria degli immobili, sui palazzi che ospitano le scuole.

Una situazione che rischia di “svuotare” il centro storico di una presenza ormai storica. Caligaris, raccogliendo il pensiero di tanti compagni di classe e di istituto, ha così deciso di avviare una petizione (già arrivata a 300 firmatari) a sostegno del recupero della sede. «Con indignazione e sconcerto - dice -, noi studenti del liceo Classico abbiamo accolto la triste notizia che la nostra sede storica di via della Chiesa non solo verrà chiusa per un restauro, ma forse anche venduta. Questa struttura è stata una parte fondamentale della nostra comunità dal 1930, formando intere generazioni di studenti. La decisione di dismettere questo edificio storico mina la nostra eredità culturale e l’istruzione pubblica nella nostra città. Non possiamo permettere che ciò accada. Chiediamo che la scuola torni in questa sede dopo gli opportuni lavori di ristrutturazione».

La notizia della petizione è già arrivata sulle scrivanie della Provincia di Cuneo, che sta valutando i prossimi passi.

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