centro diurno del tapparelli

Al Tapparelli c’è la montagna-terapia

Un incontro con Asl e Cai per programmare una serie di uscite terapeutiche sui sentieri

Al Tapparelli c’è la montagna-terapia
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Le prime esperienze risalgono agli anni ‘80 in Belgio e in Francia dove in un istituto manicomiale di Charleville-Mézières un infermiere decise di portare in montagna alcuni pazienti: «Al cospetto dei ghiacci - ha poi detto - vedevo riaffiorare la loro umanità». In Italia il termine “m o nt ag na-terapia” lo troviamo nel 1999 grazie allo psicologo e psicoterapeuta Giulio Coppola che sosteneva quanto il camminare nei boschi a stretto contatto con la natura riducesse insonnia, ansia, portando benessere fisico e psichico.

Nel corso degli anni diventa una realtà ed è oggetto di tesi di laurea in infermieristica, riabilitazione psichiatrica, medicina, scienze dell’e ducazione. La materia è stata affrontata anche nella residenza per anziani Tapparelli, che ha risposto positivamente alla richiesta dell’Asl di aprire le porte del centro diurno per accogliere, la scorsa settimana, un incontro sulla montagna-terapia.

Le attività vengono attuate con il supporto del Servizio sanitario nazionale con la collaborazione del Cai Monviso, che fornisce assistenza organizzativa e di accompagnamento in sicurezza su sentieri e percorsi adatti agli utenti sempre tenendo presente le loro esigenze e possibilità. «Camminare in montagna, curare le malattie del corpo e della mente con la montagna - dicono gli esperti intervenuti all’incontro - può sembrare una stranezza, un’idea idilliaca, l’esp erienza dimostra l’esatto contrario, i benefici che ci si attende riguardano in generale il recupero della corporeità e dell’autostima.

Si tratta di uscite organizzate rivolte a soggetti con disabilità fisiche e sensoriali, con problemi di salute mentale, con dipendenza da sostanze, piccoli gruppi di non più di 10 persone e, per coloro che non sono in grado di muoversi in modo autonomo, è stata progettata una carrozzina la “Joelette”». Il Tapparelli, in collaborazione con gli accompagnatori del Cai, promuoverà nei prossimi mesi una serie di percorsi in montagna, con la speranza che la montagna-terapia abbia una valenza riabilitativa.

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