A Barge il lavoro di restauro autofinanziato dalla comunità attraverso donazioni private e fortemente richiesto dai massari della cappella di San Chiaffredo in regione Gabiola, è ormai giunto al termine.
Tale intervento era ritenuto fondamentale dagli esperti d’arte per prevenire il degrado delle pitture murali esterne alla cappella che rappresentano un raro esempio di arte popolare risalente alla fine del ‘700 come indicato da un cartiglio di epoca napoleonica che attesta la loro esecuzione al 1794.
L’affresco principale è quello che arricchisce il portico dell’edificio sacro in cui è rappresentata la “Cavalcata dei Martiri Tebei” e raccoglie in sé molti elementi legati alla tradizione e alla fede locali. Qui, infatti, è rappresentata una coorte di soldati cristiani che nel III secolo fu decimata in Svizzera per ordine dell’imperatore romano Massiminiano perché si erano rifiutati di sterminare i cristiani locali.
Tra i militi spiccavano santi molto venerati nel territorio cuneese come San Chiaffredo, cui è dedicato un santuario di Crissolo, e San Costanzo, entrambi diffusamente onorati dai fedeli a Barge e nei luoghi circostanti perché considerati Patroni della diocesi saluzzese. L’opera di restauro ha riportato alla piena visione anche alcuni dipinti successivi che prima non si poteva più’ ammirare con chiarezza. In essi è rappresentato un altro martire di epoca imperiale. Si tratta di San Sebastiano che, insieme ai precedenti è ancora oggi tra i santi più amati e i loro nomi figurano tra i più frequenti presenti nella popolazione maschile della frazione.
L’opera di restauro non rappresenta però il termine degli obiettivi della popolazione di Gabiola: ora si pensa a un futuro recupero delle tele barocche custodite all’interno della cappella che richiedono un intervento per poter mantenere la loro bellezza e intensità originaria.
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