Il caldo soffocante che da giorni avvolge il Saluzzese è solo il volto più evidente di una situazione che preoccupa amministratori, agricoltori e tecnici. In città, nelle ore più calde del pomeriggio, passeggiare lungo l’isola pedonale di corso Italia o nelle vie del centro significa fare i conti con temperature che superano abbondantemente i 30 gradi. Una tregua arriva soltanto in tarda serata, quando il sole cala e l’aria torna lentamente respirabile. Ma nelle ultime notti, rivelano i dati di Arpa Piemonte, la minima non è mai scesa sotto i 22 gradi, e tra domenica e lunedì mai sotto i 24 gradi.
Non va meglio in pianura. Sempre la centralina Arpa, registra massime di 36 gradi a Villanova Solaro, dove però l’escursione termica è maggiore e la notte scende a 21 gradi.
Dietro l’ondata di calore si nasconde un altro problema: la scarsità d’acqua. I dati diffusi da Arpa Piemonte fotografano infatti una situazione di deficit idrico che interessa tutta la regione, senza risparmiare la provincia di Cuneo. Le precipitazioni registrate nell’ultimo mese sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Dall’inizio dell’anno idrologico il deficit si attesta al 23%, mentre giugno sta confermando il trend negativo: fino alla scorsa settimana le piogge risultavano inferiori del 50% rispetto alla norma.
A soffrire maggiormente sono proprio i bacini meridionali del Piemonte. Tra i corsi d’acqua monitorati da Arpa compare anche il Varaita, che registra portate inferiori di circa il 50% rispetto ai valori storici del periodo (anche se va detto che il livello del lago di Pontechianale è nella media). Un dato che si inserisce in un quadro generale di forte stress idrico che coinvolge gran parte dei fiumi piemontesi.
Le alte temperature aggravano ulteriormente la situazione. Maggio è stato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte, con un’anomalia media positiva di 1,1 gradi. Le previsioni per le prossime settimane indicano valori ancora più elevati, con temperature superiori di 4-5 gradi rispetto alle medie stagionali e precipitazioni quasi assenti.
Anche le riserve idriche immagazzinate sotto forma di neve e negli invasi risultano inferiori del 31% rispetto alla norma, mentre le falde superficiali mostrano livelli particolarmente bassi in diverse aree della regione, un segnale che potrebbe anticipare condizioni di criticità più marcate nel corso dell’estate.
Per questo motivo la Regione Piemonte ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, che avrà il compito di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione per l’approvvigionamento potabile, l’agricoltura e lo stato di fiumi e bacini.
«Mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare».
Anche nel Saluzzese l’attenzione resta alta. Se il caldo continuerà a dominare le prossime settimane senza l’arrivo di precipitazioni, il rischio è che l’estate 2026 riporti al centro lo spettro quello dell’emergenza idrica.
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