alpini artiglieri a saluzzo

Trenta volte l’omaggio alla Musso Sfilano gli artiglieri alpini dell’Aosta

Nel weekend torna il raduno degli alpini artiglieri a Saluzzo. Una serata al Magda Olivero per rivivere la storia del gruppo. Poi il corteo in centro città

Trenta volte l’omaggio alla Musso Sfilano gli artiglieri alpini dell’Aosta
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Ogni autunno tornano a Saluzzo da ogni parte d’Italia, per ritrovare un pezzo della loro giovinezza. Sabato 3 e domenica 4 ottobre gli Artiglieri da montagna del Gruppo Aosta si danno appuntamento per il 30° raduno, organizzato dal Comitato Artiglieri dell’Aosta, presieduto dal generale Giacomo Verda.

Il legame con la città risale al periodo 1951-1991, quando il reparto ebbe sede nella caserma Mario Musso, prima del trasferimento alla caserma Perotti di Fossano. La struttura porta il nome del capitano degli Alpini nato a Saluzzo e caduto nella Prima guerra mondiale sugli altipiani della Carnia.

«Oggi – commenta Verda – quegli spazi, con il nome di Il Quartiere, ospitano attività sociali, culturali e formative, ma per migliaia di ex militari restano il luogo della naja».

Il programma si apre sabato alle 21 al teatro Magda Olivero, con una serata dedicata alla storia del gruppo Aosta, accompagnata dai cori alpini Valle Maira e La Reis. Domenica il ritrovo è alle 9 in piazza Vittorio Veneto, davanti alla stazione: alzabandiera, onori ai Caduti e sfilata per le vie del centro fino a piazza Montebello e all’ex caserma. Nel cortile d’onore, alle 11, la messa; poi il pranzo sociale nelle ex scuderie.

Novità di quest’anno è la consegna al Comune di Saluzzo di un defibrillatore, dono degli Artiglieri dell’Aosta: un gesto concreto verso la città che per quarant’anni li ha ospitati.

Alle spalle c’è una storia che precede di molto la presenza saluzzese. Il Gruppo nasce nel 1887 e nella campagna di Montenegro-Sangiaccato-Albania, tra il 1943 e il 1944, si guadagna la medaglia d’oro al valor militare. Dopo la ricostituzione del 1951 conserva ancora muli e obici someggiati, fino al 1990. L’anno dopo arriva il trasferimento a Fossano. Il reparto è ricordato anche per gli interventi nelle emergenze, come l’alluvione del 1957 in val Varaita.

Ma il raduno non è solo cerimonia. È l’occasione per rivedere i vecchi compagni, confrontare fotografie e ricordi, ritrovare chi non si incontrava da decenni. Domenica, ancora una volta, vessilli, uniformi e strette di mano torneranno a riempire le strade di Saluzzo, in cammino verso la vecchia caserma che per quarant’anni è stata la loro casa.

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