Gli piaceva essere definito “disegnatore di mobili”. Creativo con vezzo d’artista, Renato Rinaudo – mancato a 81 anni lottando
gagliardamente contro il male che lo aveva aggredito – fa parte di quell’album di artigiani del mobile che ha reso celebre Brossasco.
Ma essendo uno spirito libero – dote di famiglia – ha sempre amato uscire dal perimetro aziendale e vivere nuove esperienze. Volare, per esempio: era diventata la sua passione. Spostata la residenza a Serravalle di Piasco dopo la scomparsa nel 2024 della moglie Jacqueline – che gli aveva dato il figlio Gianluca – Renato si era creato un campo di decollo e atterraggio per il suo ultraleggero.
E anche negli ultimi mesi, librarsi in volo per lui era felicità pura. Con le sorelle Caterina (la pittrice Katarina) e Mirella non parlava mai della sua malattia. Raccontava le sue evoluzioni aeree, i viaggi in Riviera e sulle Alpi. Idem con gli amici che lo andavano a trovare a Serravalle.
«Amava la libertà – ricorda Katarina – e non voleva sentir parlare di cure e di farmaci. Per me era il fratellone amico, diventato il faro di famiglia dopo la morte di mio padre Ottavio e di mamma Netta. E Renato quando stava con me e mia sorella Mirella, si faceva in quattro per tenerci allegre. Quante risate con il nostro fratellone» .
Renato, classe 1945, era il primo della nidiata di Ottavio Rinaudo, il popolare re delle bibite che dopo vari mestieri aveva impiantato quell’attività a Brossasco allora del tutto inedita in val Varaita.
Avendo il talento dello scultore e del designer, Renato ha invece puntato sul mobile, uscendo dallo schema del rustico per realizzare ambienti fra tradizione e innovazione.
C’è ancora un’insegna che fa memoria della sua attività, ormai dismessa da anni, sulla facciata della casa-laboratorio di Brossasco.
Morto all’ospedale di Cuneo, Renato Rinaudo riceve mercoledì 3 giugno l’ultimo saluto al tempio crematorio di Magliano Alpi. Lo piangono con il figlio Gianluca e sua moglie Catherine le nipoti Sophie e Amelie, le sorelle Caterina con Piero, Mirella con Giorgio, i nipoti Gianmaria e Sabina, la cognata Michelle e congiunti.
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