A VERDUNO IL PRIMO OSPEDALE COVID-19 SANITA' Apre nel Cuneese la struttura, intitolata a Michele e Pietro Ferrero, che ospiterà i malati da tutto il Piemonte

A VERDUNO IL PRIMO OSPEDALE COVID-19 SANITA' Apre nel Cuneese la struttura, intitolata a Michele e Pietro Ferrero, che ospiterà i malati da tutto il Piemonte
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Con circa due mesi di anticipo (ma su lavori ventennali), apre l'Ospedale di Verduno, tra Alba e Bra, su decisione della Regione Piemonte, perchè diventi il centro di riferimento in Piemonte per affrontare l'emergenza del Coronavirus.

A darne l'annuncio è stato il presidente della Regione Alberto Cirio, che spiega: «Da settimane l'assessore alla Sanità Luigi Icardi lavora affinché l'ospedale possa aprire immediatamente. Questa struttura è stata attesa per 20 anni ed è stata realizzata grazie alla grande generosità degli imprenditori e dei cittadini di Langhe e Roero che, attraverso la Fondazione nata appositamente, hanno investito di tasca propria milioni di euro e lavoro perché potesse essere finalmente completata. Avevamo detto che, per rispetto, lo avremmo aperto in silenzio. Mai avremmo pensato di doverlo fare con urgenza per una situazione come quella attuale. Ma oggi più che mai poter contare su una struttura sanitaria completamente nuova e di ultima generazione come questa sarà una risorsa vitale per tutto il Piemonte».

Una specie di quartier generale del Covid-19, strutturato di tutto punto e intitolato a Michele e Pietro Ferrero, che potrà, attraverso questa nuova imprevista funzione, riacquistare un po' di favore tra chi non era del tutto d'accordo nella sua realizzazione. Prosegue Cirio, da una diretta sul suo profilo Facebook come quotidianamente usa fare nel suo periodo di quarantena dopo essere risultato positivo al Coronavirus: «Apriamo l'Ospedale a servizio di tutto il Piemonte, per tutti i malati della nostra regione, dove potenzieremo la terapia intensiva e tutti i servizi necessari. E’ stato un progetto che non ha riscosso grande simpatia, perchè è stato impiegato molto tempo per essere costruito e lo si è fatto in un luogo ritenuto poco idoneo, ma è l'occasione per dimostrare che un ospedale così efficiente può servire a tutto il Piemonte».

«E' una soluzione alla quale lavoro dall'inizio della crisi, sollecitando la disponibilità di tutti a collaborare - ha commentato l'assessore Icardi -. Si sono accelerati al massimo i tempi con la ditta appaltatrice e gli organismi collaudatori per mettere l'ospedale nelle condizioni di aprire come Covid Hospital di riferimento del Piemonte. Abbiamo centinaia di posti a disposizione per trattamenti di terapia sub-intensiva e, possibilmente, intensiva. Sarà un ospedale in più, in quanto gli altri sul territorio continueranno a funzionare regolarmente. Abbiamo disposto di affidare ad un commissario ad acta di lungo corso e comprovata esperienza, come Giovanni Monchiero, affiancato per la parte sanitaria da Paolo Tofanini, il coordinamento dell'operazione, che contiamo di chiudere con l'accoglienza dei primi pazienti».

Il Piemonte non ha nulla da invidiare ad altre regioni che si stanno attrezzando in vario modo per affrontare l'emergenza sanitaria: in Lombardia è stata predisposta la struttura della fiera di Milano, in Veneto riorganizzati gli ospedali cittadini. In Piemonte sono stati chiusi i Pronto Soccorso di Giaveno, Venaria, Lanzo, Nizza, Borgosesia, Bra e Ceva per liberare medici e garantire le prestazioni ai pazienti di Covid-19 nell’ambito del piano di riorganizzazione dell’offerta sanitaria. Il Piemonte, resiliente, ha accelerato i tempi e dato una svolta alla lunga storia dell'Ospedale di Verduno, che continuerà a far parlare, come centro all'avanguardia e di gestione della crisi: ha già scritto una pagina di storia, ancora prima di aprire. 

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