Aspettando la ripresa, i ricordi di silvio barberis che guidò la costigliolese al trionfo «La nostra fantastica doppietta al De Chiesa negli anni ‘85-‘86» E ad agosto il popolo delle bocce saliva alle Bigorie per il torneo estivo

Aspettando la ripresa, i ricordi di silvio barberis che guidò la costigliolese al trionfo «La nostra fantastica doppietta al De Chiesa negli anni ‘85-‘86» E ad agosto il popolo delle bocce saliva alle Bigorie per il torneo estivo
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Ah, com’era bello il lunedì sera, quando si andava all’Auxilium per seguire le partite del Memorial De Chiesa. Dopo la sbornia di calcio giocato e soprattutto parlato della domenica, scrutare lì a pochi metri i colpi del campioni, applaudire le bocciate dei Capello, Ferrero, Mana, Grattapaglia aveva il sapore di una rivincita sulle chiacchiere del pallone milionario.

Sembra una vita fa, è passato meno di un mese. Bloccato alle soglie degli ottavi, il galà delle bocce più chic del Piemonte è in forse come tutti gli eventi sportivi (e non solo). Nessuno può dire se e quando sarà possibile rivedere le quadrette in campo. Oggi c’è altro cui pensare, in questo tunnel del coronavirus che vorremmo vedere sconfitto al più presto, sotto la protezione dei San Chiaffredo e San Rocco esposti nelle nostre chiese e cattedrali.

Andrà tutto bene, ci diciamo. E per darci forza, aggrappiamoci allora al ristoro dei ricordi, estraendo dall’albo d’oro dei bocciatori un personaggio di questi ultimi quarant’anni.

Silvio Barberis, rossanese della classe 1953, oggi da pensionato fa soprattutto il nonno, assieme alla moglie Loredana. Basta però un lampo d’amarcord, per fargli aprire gli album dei suoi trionfi. Barberis ha vinto tanto, dalla A alla B e C, indossando a lungo la maglia dell’Auxilium, e battendosi contro i più forti giocatori italiani.

Ma nel ricco palmarés, a brillare di una luce speciale è la doppietta al De Chiesa negli anni 1985-1986. Il torneo voluto nel 1974 dal dottor Carlo De Chiesa - dentista straordinario conosciuto a livello mondiale - per onorare la memoria del padre Pinin, aveva girato la boa del primo decennio, entrando nella piena maturità. Vincerlo, era come conquistare la Champions League: gloria assicurata e ingaggi allettanti.

«A ripensarci oggi - racconta Silvio Barberis - è stata un’avventura incredibile. Allora le gare erano libere, senza vincoli. Noi abbiamo partecipato all’edizione 1984-85 (all’epoca il De Chiesa partiva prima e finiva l’anno successivo) come Polisportiva Costigliolese, sponsor l’amico Massa. Con me c’erano Adriano Pasero bocciatore di spalla, Silvano Buttigliero e Costanzo “Tanciu” Pasero, Nessuno ci considerava tra i favoriti, siamo stati una sorpresa. L’edizione successiva, 1985-86 ci siamo ripresentati con la stessa maglia e identica formazione, e abbiamo fatto il bis. Da allora il dottor De Chiesa mi ha preso in simpatia e come presidente onorario dell’Auxilium mi ha poi voluto nella squadra con cui ho giocato un sacco di campionati in varie categorie».

Barberis ha continuato a vincere un po’ ovunque, dalla Poule degli Assi alla Vittoria alla Coppa Italia, conquistando anche titoli individuali di prestigio.

Rimpianti? «Mi è rimasto il rammarico di non aver centrato il tris al De Chiesa: nel 2008 sono arrivato alla finalissima ma l’ho persa». La memoria di Silvio corre: «Ho battagliato con Ballabene, Pastre, Dante Amerio, Manzo, anche se a mio giudizio il migliore resta il giovane Daniele Grosso di Moncalieri, un mostro di bravura tecnica e mentale».

Un ricordo particolare? «I tornei estivi alle Bigorie, dove Carlo De Chiesa convocava la truppa dell’Auxilium. Grande amicizia, grandi risate e grandi polentate».

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