Comune-Sipre: si pronuncia il Tar

Comune-Sipre: si pronuncia il Tar

Sarà l’avvocato Antonella Lauria dello studio Merani, Viviani & Associati di Torino, a rappresentare l’amministrazione di Crissolo davanti al Tar contro il ricorso presentato dalla società Sipre di Gabriele Genre per l’annullamento dell’ordinanza-diffida con cui il responsabile del servizio edilizia e patrimonio del Comune ha disposto – in merito alle opere della centralina di Pian della Regina – la «demolizione e rimozione delle opere abusive difformi dal progetto assentito» con annesso ripristino dello stato originale dei luoghi, entro il termine perentorio di 90 giorni. La tutela legale del Comune costerà quasi 6 mila euro, per la precisione 5.970,72.

La vicenda è quella che avevamo anticipato a maggio e poi narrato a novembre scorso. Secondo il Comune, la motivazione addotta dalla Sipre «costituirebbe non solo una pericolosa via alternativa per eludere la sanzione prevista dalla norma che trova giustificazione nella peculiare gravità della condotta sanzionata, che riguarda la costruzione di opere abusive su suoli pubblici, ma si porrebbe in contrasto con quelle stesse esigenze di tutela dell’ambiente che l’autore dell’abuso pretenderebbe invece di salvaguardare. Accogliendo le osservazioni della Sipre, si perverrebbe all’assurda conseguenza di incentivare, anziché limitare al massimo, la perpetrazione di abusi edilizi in zone protette poiché una volta realizzata l’intervento edilizio e commesso così l’abuso, se ne otterrebbe la sua “sanatoria” adducendo a posteriori che l’opera non può essere demolita perché ciò potrebbe comportare un impatto negativo sull’ambiente circostante».

Che, tradotto in soldoni, vuol dire “bisogna demolire”.

Deciderà il Tar, ma questa volta i margini sono davvero ristretti e la strada è tortuosa e in salita. Oltretutto pare che altri nuvoloni si stiano addensando sul cielo della piccola ma fondamentale stazione turistica della valle Po. Lo dicono autorevoli fonti che annunciano violenti scrosci nelle prossime settimane, sulla via delle urne amministrative di primavera.

Per intanto ci sono questi 6 mila euro a carico della collettività per «procedere con immediatezza alla costituzione in giudizio del Comune per la difesa delle ragioni di legittimità dell’atto impugnato, stante anche la richiesta di sospensiva esposta dal ricorrente in seno al ricorso stesso».