Derby al sapor di razzismo

Derby al sapor di razzismo
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Un derby tra Under 14 che fa parlare di sé, non per il risultato del campo (8 a 2 del Busca sul Dronero) né per le prodezze tecniche di qualche campioncino nostrano, ma per un increscioso episodio di razzismo.

A denunciare il fatto, avvenuto domenica sul campo di Tarantasca, è Luca Pavan, consigliere comunale di Busca (Movimento 5 Stelle), educatore e padre di uno dei giovanissimi calciatori insultati. «Un giocatore della Pro ha apostrofato uno del Busca, originario della Costa d'Avorio, la cui unica colpa - scrive Pavan sul social - era di aver segnato 4 gol, dicendogli “scimmione e negro di m...!. E a mio figlio, adottato, con padre naturale di origini marocchine, “tornatene in Marocco”».

L’uomo non era presente sugli spalti ma garantisce: «Oltre a quanto raccontato dai ragazzi, il pubblico può testimoniare sulla veridicità dell’accaduto. L'arbitro non ha sentito, ma i genitori sì. Spero davvero che si riesca a fare un salto di qualità educativo e culturale, noi e i nostri figli».

La questione ha aperto una polemica a distanza tra i presidenti delle due società sportive. Il “patron” dei Draghi, Corrado Beccacini, non ci sta a far passare per colpevoli unici i suoi “Draghi”, in una vicenda che a suo dire sarebbe stata segnata da insulti da tutte e due le parti: «È noto che la Pro Dronero ha più volte denunciato pesanti episodi di razzismo nei confronti dei propri piccoli atleti. Ci hanno anche sprezzantemente definiti “Pro Dronegro».

Il presidente del Busca 1920 Gabriele Rosso: «La nostra società non tollera alcun episodio di razzismo, sia che provenga dai propri giocatori, sia che venga indirizzato a essi. Quanto successo ai nostri Under 14 contro i pari età della Pro Dronero è disdicevole. Esprimiamo tutto il nostro affetto e vicinanza ai ragazzi coinvolti e alle loro famiglie».

Poi la replica a Beccacini: «Trovo fuori luogo il tentativo di sminuire la cosa. Gli episodi di razzismo sono da condannare tutti, a prescindere dal colore della maglia».

Quindi da Busca si leva una mano tesa: «Chiedo al presidente dei Draghi Beccacini di fare un passo concreto, mettendo a “riposo” il responsabile o i responsabili dell’accaduto, accompagnandoci in un gesto simbolico. Il Busca 1920 farà la sua parte: una donazione di 500 euro al Cies, Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo), una onlus che si occupa anche di contrasto ai fenomeni. Se non altro questo brutto episodio sarà servito a qualcosa».

Interviene sull’argomento anche il sindaco di Busca: «E’ giusto fare un’ampia riflessione su una problematica che coinvolge il mondo del calcio dagli stadi di serie A ai campi delle giovanili. Certi atteggiamenti vanno sempre stigmatizzati e il mondo dello sport, i genitori e le istituzioni devono fare la loro parte».

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