Glifosate “assolto” dagli Usa «L’erbicida non è cancerogeno» rinconfermati la fiera in miniatura e gli stand locali

Glifosate “assolto” dagli Usa «L’erbicida non è cancerogeno» rinconfermati la fiera in miniatura e gli stand locali
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Nuova assoluzione per il glifosate, diserbante di cui molti temono possibili effetti sull’ambiente o sulla salute. Nelle settimane scorsa l’Epa (Environmental protection agency), l’agenzia statunitense per la tutela dell’ambiente, in uno studio ha riconfermato che il prodotto non è cancerogeno, affiancandosi in questo ai risultati degli studi dell’Efsa europea e di altre istituzioni scientifiche.

Un verdetto ripreso da Confagricoltura Piemonte che così commenta il pronunciamento dell’Epa: «L’agenzia ha concluso che non vi sono motivi di preoccupazione quanto a rischi di tipo alimentare per alcun segmento della popolazione, neanche seguendo le ipotesi più prudenziali applicate nelle valutazioni».

Il glofisate, erbicida utilizzato da numerose imprese agricole, da anni è al centro di diatribe mediatiche e giudiziarie a proposito di una presunta cancerogenicità della sostanza.

Nell’agosto dell’anno scorso l’Epa aveva già sottolineato come procurare allarme sul potenziale cancerogeno dei prodotti contenenti questa sostanza attiva sarebbe stato «in contraddizione con la valutazione scientifica dell’agenzia» e sarebbe stata quindi «una dichiarazione falsa e fuorviante».

«La valutazione dell’Epa statunitense - spiega il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia - conferma quanto sostenuto da tempo, sulla base della scienza e non del pregiudizio, da Confagricoltura: riteniamo importante continuare a utilizzare questa sostanza non solo dal punto di vista economico, perché si rischierebbe di mettere in crisi numerose imprese agricole, ma anche ambientale perché il glifosate è utilizzato particolarmente nelle tecniche di agricoltura conservativa, apportando benefici importanti all’ambiente, a partire dalla diminuzione di emissioni di anidride carbonica».

«Questa vicenda - sostiene il presidente Allasia - ci invita ad analizzare le questioni tenendo nella massima considerazione i pareri espressi dalla comunità scientifica internazionale, puntando a produzioni agricole sostenibili e di qualità, continuando a credere e a investire nella ricerca».

Grazie alla ricerca la produttività è cresciuta con l’aumento della popolazione mondiale: dagli anni ’60 gli abitanti del pianeta sono passati da poco più di 3 miliardi a 7 miliardi e in parallelo la produzione cerealicola è cresciuta da circa 900 a quasi 2 mila 400 milioni di tonnellate.

Nello stesso periodo la produzione di cereali è aumentata il 50% cento più velocemente della popolazione mondiale.

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