Il Tapparelli ingloba il Baralis Oberti e un patrimonio di 3 milioni di euro

Il Tapparelli ingloba il Baralis Oberti e un patrimonio di 3 milioni di euro
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La giunta regionale ha posto il proprio sigillo sul passaggio dell’ex Pio Istituto Guglielmo Baralis Oberti all’Opera Pia Tapparelli d’Azeglio.

L’incorporazione è conseguenza della nuova normativa sugli ex Ipab voluta dalla Regione per regolamentare un comparto, quello degli istituti assistenziali, che richiedeva un intervento legislativo.

Il Baralis Oberti, non più operativo ormai da anni, disponeva di un patrimonio, alloggi e terreni, del valore di circa 3 milioni di euro.

Il patrimonio confluisce ora nel Tapparelli, che si impegna a realizzare le iniziative a suo tempo ipotizzate dall’allora assessore ai Servizi sociali Alida Anelli, a partire dal “social housing” (albergo sociale).

L’idea è quella di ricavare nell’ immobile di corso Piemonte, dove attualmente hanno sede la Caritas e il Centro Diurno per disabili “Le Nuvole”.

Una struttura che, nelle intenzioni, dovrebbe offrire soluzioni abitative temporanee  per nuclei familiari o persone in situazione di disagio.

Nel fabbricato di corso Piemonte dovrebbero essere ricavati all’incirca venti di alloggi di varia metratura.

Il Tapparelli, che si appresta a rinnovare, alla luce della riforma dell’ente, il proprio consiglio di amministrazione, grazie a questi nuovi introiti potrà dar corso all’intervento di recupero funzionale dell’ala (ex scuole magistrali) del convento di San Bernardino.

Questa parte dell’ex convento, acquisita dal Tapparelli tre anni fa dai Francescani, diverrà la nuova sede dei due Centri diurni, gestiti rispettivamente da “Le Nuvole” e dall’Anffas.

La convenzione prevede la partecipazione del Baralis Oberti con un finanziamento di 500 mila euro, anticipati nel 2019, ma non ancora utilizzati.

C’è stato qualche ritardo nel portare a termine la fusione anche perchè pare che il vescovo non fosse così convinto dell’operazione. Ci sono state varie riunioni, con scambi di vedute non sempre allineate, tra il vescovo e il sindaco. La mediazione del presidente dell’ex Ipab Franco Lovera, ha consentito che la questione si sbloccasse e ora si può procedere.

I lavori a San Bernardino dovrebbero partire in primavera e riguarderanno in primis il tetto della porzione dell’immobile interessata coi relativi consolidamenti strutturali. La spesa prevista è di 600 mila euro.

In seguito si darà corso al cantiere interno che interesserà il primo e il secondo piano, destinati ai due centri diurni.

La conclusione dei lavori, salvo intoppi, è prevista entro il 2022.  

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