Imprenditore di Manta condannato a 25 anni dal fallimento

Imprenditore di Manta condannato a 25 anni dal fallimento
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D. L. operava da Manta per conto di due società con sede a Savigliano e Vigevano. È stato condannato dal tribunale di Cuneo a 5 anni e 8 mesi per bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale, assieme a due complici.

I reati risalgono alla metà Anni ’90, la sentenza è giunta dopo ritardi e disguidi (la prima sentenza venne annullata in Cassazione per vizi processuali). I tre erano accusati di aver sottratto all’Erario un miliardo e 700 milioni di lire. Il tribunale di Saluzzo li aveva condannati già nel 2009: 7 anni per il mantese, 4 anni per gli altri due. Gestivano due società, che acquistavano bestiame in Francia e furono dichiarate fallite 20 anni fa. Per quattro anni nessuno si occupò del fascicolo, per mancanza di magistrati.

Il meccanismo della frode ai danni delle casse pubbliche era semplice: con una società fittizia stornavano soldi grazie ai passaggi dell’Iva tra Francia e Italia; acquistavano bestiame in Francia senza Iva, lo rivendevano in Italia con l’Iva, incassano il corrispettivo con assegni circolari che versavano sui conti della due srl e bonificavano tutto a favore dei partner francesi, per prelevare in contanti la differenza.

Le somme sottratte al fisco e gli importi dei fallimenti delle due società erano simili. Un caso che all’epoca fece scandalo perché collegato con quello della carne congelata venduta come fresca, fornita anche alla mensa del Battaglione allievi della Guardia di Finanza (due sottufficiali della caserma Battisti avevano patteggiato la pena).

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