L’ospedale ospiterà 48 ammalati Ambulanze dell’esercito in città

L’ospedale ospiterà 48 ammalati Ambulanze dell’esercito in città
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L’ospedale di Saluzzo passa da 31 a 48 posti dedicati ai malati di coronavirus. La decisione è stata assunta nei giorni scorsi e sabato pomeriggio sono arrivati i primi dodici pazienti in più. L’immagine del corteo di camionette dell’esercito con la croce rossa sul fianco ha colpito i saluzzesi e sarà uno dei momenti simbolo di questa emergenza sanitaria.

Il corteo di ambulanze militari è arrivato dall’ospedale di Rivoli, dove la situazione è ormai satura. Il personale medico dell’esercito e quello dell’ospedale, vestiti con le tute anticontagio hanno portato i nuovi pazienti dall’ingresso di via del Follone al piano interno dedicato all’emergenza Covid-19.

L’ospedale ospitava già una ventina di pazienti nel reparto di ricovero ordinario e 11 altri in terapia intensiva.

Il passaggio da 31 a 48 posti, da un lato rimarca la complessa situazione sanitaria piemontese e la difficile battaglia che si sta combattendo contro il coronavirus (che proprio in questi giorni sembra stia raggiungendo il picco in Piemonte), dall’altro pone in evidenza il ruolo cruciale che un ospedale territoriale qual è Saluzzo possa giocare la propria parte. Le difficoltà nell’attivazione dell’ospedale di Verduno (dove, al momento, per carenza di medici possono essere attivati solo 50 dei 150 letti dedicati ai malati di Covid-19) sottolineano la complessità della risposta che il sistema sanitario è chiamato a fornire. L’ospedale di Saluzzo potrebbe però ancora ampliare il numero di posti letto per l’emergenza fino a 70 complessivi.

DIECI CASI A SALUZZO

In città sono dieci i casi di positività già segnalati al sindaco Mauro Calderoni. Alcuni pazienti sono ricoverati in ospedale, altri in isolamento domiciliare. In quarantena risultano anche 37 saluzzesi, che nei giorni scorsi hanno avuto contatti diretti con persone risultate positive al virus.

Il sindaco ha ribadito inoltre che non verranno distribuite le mascherine alle famiglie saluzzesi. Nei giorni scorsi ha ricevuto una fornitura dalla Comunità Cenacolo, che le ha prodotte in autonomia: «Ci siamo confrontati molto sull’opportunità di una distribuzione generalizzata di mascherine - ha detto Calderoni - e, sentita l’Asl, la Protezione Civile, i colleghi delle “7 sorelle” ed i sindaci del Saluzzese, è prevalso l’orientamento di non fare una distribuzione massiva che potrebbe ingenerare una falsa sensazione di sicurezza e farci allentare la guardia. Preferiamo garantire la fornitura di dispositivi di protezione individuale ai cittadini in isolamento fiduciario o in quarantena, alla polizia municipale e ai volontari della Protezione civile. I saluzzesi ultra sessantacinquenni e le categorie a rischio - conclude Calderoni -, qualora fossero sprovvisti di mascherine, possono contattare il numero 0175-211302 da lunedì a venerdì, dalle 9,30 alle 11. La consegna verrà effettuata dalla Protezione civile».

CINQUE MORTI NEL SALUZZESE

Il numero di casi nel Saluzzese è in aumento, anche se le misure del contenimento ne rallentano la diffusione. Dopo i tre decessi di Monasterolo e Busca (due) delle scorse settimane, il bilancio si è aggravato con la morte di tre contagiati a Barge, di un pensionato di Martiniana e di un anziano di Bagnolo.

Situazione critica a Busca, dove è stato chiuso l’Hospice in seguito ai nuovi contagi. La situazione piemontese fotografata dalla Regione nel bollettino di lunedì sera parlava di 795 morti (53 in provincia di Cuneo), 8835 persone contagiate (687 in provincia), 454 ricoveri e 88 pazienti guariti, di cui 12 nel Cuneese.

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