Milva Rinaudo: dopo 20 anni lascio il comune di Costigliole

Milva Rinaudo: dopo 20 anni lascio il comune di Costigliole
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Alle prossime elezioni comunali di Costigliole, non ci sarà Milva Rinaudo. Diventata nell’autunno scorso dirigente scolastico del Grandis di Cuneo, ha deciso di passare la mano. E spiega le sue ragioni in questa intervista alla Gazzetta.

Allora è vero: non sarà candidata alla comunali di Costigliole: perché?

«Ho riflettuto molto. Credo sia corretto farmi da parte. E’ una decisione sofferta, che giunge al termine di un’analisi ponderata. Dopo vent’anni di attività amministrativa credo sia giusto lasciare spazio ad altri. Nella vita ci sono momenti di svolta, uno di questi io lo sto vivendo adesso».

É una scelta di natura esclusivamente personale, oppure non la convincono gli schieramenti che vanno prefigurandosi?

«La mia motivazione è esclusivamente personale. Ho sempre interpretato l’amministrazione come una passione politica, intesa nell’accezione più alta del termine. Essere al servizio della comunità e della gente. Ho lavorato sempre in tal senso per il bene comune e, sebbene in altro ruolo, continuerò a esprimere un servizio affinché, soprattutto i più deboli, possano avere tutti le stesse possibilità.

Come vede la corsa alle candidature?

«A Costigliole, in questo momento non mi sembra che ci siano schieramenti predefiniti. Il gruppo “Futuro Comune” a cui appartengo ha amministrato per 20 anni. Come squadra in cui ognuno ha fatto la sua parte, non ha ancora espresso la sua decisione».

Stando fuori dal consiglio comunale le sarà preclusa la possibilità di mantenere il ruolo in Provincia, dove lei ha seguito con particolare attenzione le questioni delle scuole e i progetti europei.

«Certamente il lavoro svolto é stato molto coinvolgente, pur nella difficoltà di un passaggio che ha ridimensionato il ruolo delle Province (legge Delrio, ndr) imponendo tagli drastici al bilancio. E’ stata durissima amministrare ma siamo riusciti a ridare dignità a un ente che ritengo fondamentale per il territorio e come punto di riferimento e coordinamento in particolare dei piccoli Comuni, soprattutto quelli montani».

Quali sono, a suo giudizio, i risultati raggiunti?

«Sui fondi europei siamo riusciti, insieme al presidente Borgna, a recuperare il ruolo strategico della Provincia nel Comitato di Sorveglianza che decide i finanziamenti europei transfrontalieri. Nel settore scolastico in quattro anni abbiamo sbloccato oltre 12 milioni di euro per le scuole fermi da tempo. Positiva anche la chiusura di altri percorsi, come quello della caserma Musso a Saluzzo, dopo 14 anni, superando tante difficoltà burocratiche».

E non le dispiace mettere fine a questa esperienza?

«Credo che tutti siamo utili, nessuno indispensabile. E’ stata un’esperienza bellissima, ho conosciuto persone straordinarie in tutto il Piemonte ma ritengo sia ora di lasciare spazio a nuove forze. Rimango a disposizione soprattutto dei giovani, se mi verrà chiesto. Ho avuto il piacere e l’onore di rappresentare in Provincia l’area moderata e progressista e civica che fa riferimento ad Alberto Valmaggia. Da lui ho imparato tanto e spero di poter aiutare la rete civica di amministratori sparsa in tutta la Granda».

Che cosa augura a Costigliole di cui è stata sindaco per due mandati?

«Oggi siamo una comunità solidale e coesa, e questo è un bene sostanziale. Mi auguro che si continui a fare squadra mettendo al centro da un lato i ragazzi - il nostro futuro - e dall’altra i diversamente giovani, la terza età, il nostro passato prezioso. Auguro, poi, che ci sia sempre l’attenzione ai valori comuni: libertà, pace, democrazia, rispetto. Se mi è concesso ringrazio coloro che hanno collaborato con me e quanti mi hanno dato supporto, a partire dalla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto. Adesso conto di avere più tempo anche per loro».

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