Mogna: «Ho scritto un film profetico»

Mogna: «Ho scritto un film profetico»

Lunedì è uscito sulla piattaforma video on demand Chili “L’Uno”, primo film della neonata casa di produzione verzuolese NewGen Entertainment, diretta dal giovane regista Davide Mogna.

L’enfant prodige del cinema, già noto al pubblico (soprattutto agli studenti, di tutta Italia) per “Bulli a metà”, il suo più grande successo (a cui iniziò a lavorare appena 15enne), ne ha fatta di strada in questi anni. Nel 2019, appena maggiorenne, ha aperto la casa di produzione secondo un modo tutto nuovo di intendere il mestiere. E ora, con i cinema chiusi, prova a cavalcare il mondo dei contenuti on demand, ultima frontiera dell’intrattenimento.

Mogna, come mai tanta fretta?

«Per il tema del film, inconsciamente visionario e profetico. Abbiamo iniziato a lavorarci nel 2018, poi quest’anno abbiamo capito che si stava raccontando la realtà di oggi».

Il virus?

«Sì, ma più in generale la situazione che attanaglia l’umanità. Nel film, un misterioso agente esterno piomba sulla Terra condizionando la vita di tutti i suoi abitanti e costringendo i governi di ogni Paese ad apposite misure restrittive. Noi abbiamo adattato un testo teatrale, ma ci siamo resi conto, durante la fase di post produzione e con l’avanzare della pandemia, di avere tra le mani un immaginario fantascientifico che era diventato realtà. Da ciò l’urgenza della sua visione, che crediamo di facile immedesimazione».

Qual è la filosofia della casa produzione e distribuzione NewGen Entertainment?

«Persegue la fiducia nei confronti dei giovani, fornendo loro l’occasione di esprimersi e di mostrare il proprio talento. Mi sono imbattuto, girando per questo mondo, nella sfrontata ostentazione di superiorità da parte di un certo mondo adulto. Volevo creare una realtà inclusiva, in cui l’età non rappresentasse un discrimine».

Non rischia di sembrare un gioco o poco più?

«Tutt’altro, lavoriamo con ritmi e modalità di strutture ben più grandi e io sono notoriamente un perfezionista».