Multa alla sala slot Il titolare: vittima di un cortocircuito

Multa alla sala slot Il titolare: vittima di un cortocircuito
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Luca Paschetta denuncia un “cortocircuito” nel sistema di regolamento e vigilanza nazionale e regionale sugli esercizi destinati al gioco. Ha trovato i sigilli della Guardia di finanza nella sua sala da giochi di Revello. E dovrà pagare 36 mila euro di multa per presunte irregolarità. Secondo i militari c’erano due vetrofanie non a norma all’esterno dell’esercizio, nella parte che affaccia sulla strada provinciale.

Ora l’imprenditore ha rimosso i cartelloni, risultando così regolare - dice - per quanto concerne la legge regionale. Ma non sarebbe a posto per quella dello Stato.

Una normativa regionale emanata nel 2016 per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico, prevede il divieto di oscurare le vetrine dei locali adibiti al gioco, in modo tale da rendere visibile, dall’esterno, ciò che avviene nelle sale giochi. La sala slot revellese, avviata nel 2018, quindi dopo l’entrata in vigore del regolamento regionale, avrebbe violato queste norme apponendo dei pannelli sulle vetrine o all’interno dei locali davanti alle vetrine stesse.

«Abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie - la spiegazione del titolare - . Crediamo di essere vittima di una incongruità delle leggi».

Paschetta ha fatto ricorso, ma intanto è chiamato a pagare duemila euro per ogni videolottery e slot indicate come non a norma. Cifra che esigerà il Comune.

Nel frattempo l’azienda ha chiesto proprio al sindaco di procedere al dissequestro delle macchinette. Si attende il via libera a giorni.

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