Paesana, nuovo distributore all’ingresso Il Comune ora tratta per la gestione

Paesana, nuovo distributore all’ingresso Il Comune ora tratta per la gestione
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C’è uno spiraglio che non fa perdere le speranze circa l’eventualità che Paesana veda ricomparire sul suo territorio una stazione di rifornimento e non sia costretta a vivere in un crescente isolamento, accentuatosi dopo la chiusura dell’ultima pompa di benzina gestita da Domenico Giobergia di cui abbiamo dato notizia la settimana scorsa e della quale hanno preso atto - invocando il consueto “dobbiamo fare qualcosa” - anche i vertici dell’Unione dei Comuni.

Per fortuna il Comune non aveva dormito sugli allori e sin da qualche settimana fa si era attivato per cercare un qualcuno disposto a scommettere sul paese e a farsi carico dell’onere di realizzare un nuovo impianto,

Una ricerca il cui esito, pur se protetto da un comprensibile riserbo, pare abbia dato l’esito sperato ottenendo qualcosa in più che una semplice manifestazione d’interesse da parte di una società già operante sul territorio.

Per la nuova stazione di rifornimento sarebbe già stabilita anche l’area destinata ad ospitarla: un triangolo di terrà di proprietà del Comune, immediatamente a valle della cosiddetta “posa dei morti” (qui, un tempo, venivano ricevute le salme che giungevano dagli ospedali o dai paesi vicino per essere tumulate a Paesana) ai margini della frazione Allemagna, all’imbocco sud del paese. Un’area, dettaglio non da poco, che il piano regolatore destina ai servizi e che quindi - proprio per questo - potrebbe essere messa immediatamente a disposizione della società interessata, senza dover affrontare alcuna lungaggine burocratica.

L’unico dubbio che il Comune deve fugare è dato dalla possibilità di poter concedere l’area senza dover fare ricorso a uno specifico bando di affidamento.

Da registrare, nel contempo, le polemiche che sui social hanno accompagnato la diffusione della notizia della chiusura dell’ultimo distributore di carburante rimasto aperto sino al Natale scorso.

Da più parti si è fatto riferimento al fatto che i paesanesi non sono soliti comprare negli esercizi commerciali, preferendo quelli di fondovalle, Saluzzo su tutti. Vero. E non è una questione di orari più elastici, né solo di prezzi, pur se a volte palesemente più bassi.

Ma dare la colpa al solo cliente, tra l’altro spesso a corto di euro, sarebbe ingeneroso: molti commercianti, infatti, non perdono occasione per offrire all’utenza alibi inattaccabili. Lo scorso 30 dicembre, un lunedì, giorno in cui i commercianti di Paesana sono chiusi, certo, ma anche l’antivigilia di San Silvestro, con molte presenze turistiche in paese, una mezza dozzina di esercizi commerciali avevano le serrande abbassate. Che dire di questo? Dove stanno le velleità turistiche del paese?

“Io compro in Valle, il mio paese vivrà”? Probabilmente. Ma anche “Io tengo aperto in Valle, il mio paese vivrà”.

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