Parco del Monviso, una telenovela Spunta l’ipotesi del commissario

Parco del Monviso, una telenovela Spunta l’ipotesi del commissario
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Bisognerà aspettare il Carnevale o giù di lì per conoscere il nome del nuovo presidente del Parco del Monviso.

Il governatore Alberto Cirio, cui compete la nomina, da lunedì fino a fine mese sarà infatti prima a Capo Verde e quindi negli Stati Uniti per promuovere il tartufo e le Langhe nell’ambito del “Sundance Film Festival” dell’attore Robert Redford.

In quel contesto verrà presentato un docu-film che racconta l’attività di un gruppo di trifolau.

E quando si tratta di Langhe, cascasse il mondo, Cirio non può mancare.

Il Parco, dunque, può ancora attendere, considerato che non è certo tra le priorità nelle emergenze piemontesi.

Venerdì sera a Saluzzo si è tenuta l’ennesima assemblea dei sindaci della Comunità del Parco, che nulla ha tolto né aggiunto a quanto emerso nelle ultime settimane.

L’unico punto all’ordine del giorno era quello relativo all’indicazione sul nominativo del presidente del cda da indicare alla Regione.

Un incontro sul quale Silvano Dovetta, presidente dell’Unione valle Varaita, ha eccepito, poiché la riunione non sarebbe stata convocata nel rispetto dei tempi richiesti dalla normativa.

«A mio avviso - afferma il sindaco di Venasca il giorno dopo la riunione - non esistevano le ragioni della convocazione d’urgenza, per cui il preavviso avrebbe dovuto essere di cinque e non di tre giorni. Per quanto mi riguarda - aggiunge - la riunione è da considerarsi non valida. Se invece la Regione la riterrà valida - conclude Dovetta - ne prenderò atto».

Il sindaco di Casalgrasso, Egidio Vanzetti, che presiedeva la seduta in quanto membro anziano, ha deciso di procedere comunque con la votazione, nonostante le perplessità espresse anche da Mauro Calderoni e dagli amministratori della valle Po.

Erano assenti i rappresentanti della Città metropolitana di Torino e i sindaci di Pontechianale e Oncino.

Il vicepresidente della Provincia, Flavio Manavella, si è astenuto.

Gianfranco Marengo ha ottenuto 13 voti, 5 sono andati a Dovetta e altrettanti all’ex sindaco di Pagno Gabriele Donalisio, presidente uscente del Bim della valle Po.

Visto il pronunciamento dei sindaci tutto fa pensare che Marengo possa essere colui che Cirio designerà, tuttavia, considerati i precedenti, finchè non ci sarà il decreto di nomina nulla appare scontato.

Abbiamo interpellato il consigliere regionale saluzzese Paolo Demarchi per sapere se la Lega condivida o meno la scelta di assegnare la presidenza ad un esponente della sinistra, ma ha preferito non pronunciarsi.

Un silenzio che si presta a qualsiasi interpretazione, compresa quella, pilatesca, di volersi tenere prudentemente fuori dalla mischia.

Voci di Forza Italia lasciano intendere che, dato il bailamme in corso, non sarebbe da escludersi una fase di commissariamento.

In questo caso, potrebbe essere lo stesso Marengo, ma con un incarico a termine, oppure un “tecnico”. Cirio, negli States, tra un tartufo e l’altro, avrà modo di riflettere e al ritorno vergare la nomina.

Sicuramente la scelta di chi dovrà guidare il Parco del Monviso è meno complicata del rimpasto in giunta regionale dove il presidente dovrà sostituire l’assessore Roberto Rosso (Fratelli d’Italia), arrestato con l’accusa di connivenza con la ‘ndrangheta, e il collega leghista all’Agricoltura Marco Protopapa di cui la Coldiretti ha chiesto (e ottenuto) la testa.

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