Rinasce “Imprese che resistono”

Rinasce “Imprese che resistono”
Pubblicato:
Aggiornato:

Il tessuto imprenditoriale di Villafalletto si mobilita per affrontare l’emergenza coronavirus e le sue ricadute sulla quotidianità dei privati cittadini, ma anche delle aziende. Sono due le figure che sono emerse in questi giorni per aver “messo la faccia” pubblicamente e per aver cercato di proporre strategie ragionate e lungimiranti: Livio Cismondi e Luca Peotta.

Il primo, titolare della Peraria, ha convertito in pochi giorni la produzione dell’azienda (leader nella progettazione e realizzazione di strutture gonfiabili), facendo realizzare dai suoi operai con le macchine a disposizione migliaia di mascherine chirurgiche, che sta distribuendo a Comuni e Protezione civile.

Racconta: «Non appena la diffusione del virus ha iniziato a limitare prima e a fermare poi le attività che prevedono la concentrazione di persone in un medesimo luogo, le aziende legate al comparto degli eventi hanno abbassato le saracinesche. Io stesso mi sono visto costretto a mettere in ferie forzate i miei 42 dipendenti. Quando il decreto legge ha autorizzato e sollecitato la produzione di mascherine di protezione per naso e bocca da parte di aziende terze, non ho avuto dubbi: Peraria doveva scendere in campo».

In poche ore l’imprenditore, riunitosi con i più stretti collaboratori, ha redatto uno studio di fattibilità e le macchine da cucire in pochi giorni sono ripartite con un nuovo obiettivo: produrre il maggior numero di pezzi, nel minor tempo possibile. Precisa Cismondi: «Non si tratta di presidi medici, ma di mascherine antigoccia. Un grazie speciale a tutti i miei ragazzi che si dimostrano sempre disponibili ad accogliere le opportunità e a seguire i miei, talvolta strampalati, progetti».

Particolarmente attivo nella fase “acuta” della prima emergenza insieme al gruppo parrocchiale nel reperimento di tute, mascherine e presidi di protezione per il personale sanitario, Luca Peotta ha intanto ripreso le redini di una sua vecchia creatura, il coordinamento “Imprese che resistono”, che raduna centinaia di imprenditori, oggi più che mai intimoriti dagli effetti della crisi economica indotta dalla pandemia in corso.

Il titolare della Unireforn, in passato anche candidato al Parlamento con Fare (il partito di Oscar Giannino) ha quindi riannodato i rapporti con tanti compagni di avventura e rilanciato il gruppo sui social: nasce così Imprese che resistono 4.0. Queste le premesse contenute nel “manifesto” del coordinamento: «Anche stavolta dobbiamo arrangiarci da soli. L’unica differenza è che saremo uniti più che mai su un unico fronte. Siamo o no la colonna portante dell'economia italiana? Quelli e vogliono continuare a proteggere migliaia di posti di lavoro? È venuto il momento di farci sentire, altrimenti la nostra Italia morirà».

Dice l’imprenditore di Villafalletto: «Lo Stato è immobile e non ha neppure idea del disastro che sta avvenendo. Le briciole se le possono anche tenere. Faremo noi “un patto” con lo Stato e non viceversa».

La prima campagna proposta dal gruppo è “Io pago i fornitori”, per invitare le aziende che possono a non bloccare la catena economica legata alle forniture dei prodotti. Diversi video sui social riportano in queste ore l’esperienza e la scelta degli imprenditori aderenti all’iniziativa.

Archivio notizie
Luglio 2024
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031