Sotto i costumi del Carnevale ecco un esercito di volontari c’è chi lavora in casa di riposo, chi produce mascherine e chi riporta gli amici in italia

Sotto i costumi del Carnevale ecco un esercito di volontari c’è chi lavora in casa di riposo, chi produce mascherine e chi riporta gli amici in italia
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Carnevale è una parola che significa tante cose: carri allegorici per le vie del paese, bambini mascherati che fanno festa con le famiglie, ma anche 200 persone che, con i costumi della tradizione, rappresentano la propria comunità e ogni anno portano coriandoli, musica e allegria in piazze, scuole e ospedali. Questo Carnevale è stato diverso dal solito, ma “le maschere”, nel loro piccolo, provano comunque a esserci: ciascuno a suo modo, con i propri mezzi, idee e possibilità, presenti e impegnati in una battaglia che oggi coinvolge tutta l’Italia.

“J’amis d’l Carlevé”, un direttivo interno che si occupa di gestire il calendario e le iniziative in accordo con Comuni e Pro loco, ha proposto ai gruppi mascherati una raccolta fondi e il risultato sono stati duemila euro donati all’Officina delle idee per l’Ospedale di Saluzzo.

Tante sono le “maschere” in prima linea in case di riposo o ospedali, impegnate come infermiere o come Oss, nell’assistenza o nell’emergenza: Erika Barbero di Revello, Martina Canata di Torre San Giorgio, Marta Belviso di Rifreddo, Elena Romano dei Borghi di Saluzzo e Monica Perassi di Barge.

E le altre maschere? come vivono questo tempo “sospeso”?

Lorenzo Martinengo, che durante il Carnevale veste i panni del “Conte Orselli” di Melle, promuove, in collaborazione con il suo gruppo e la Pro Loco del paese, “Melleat”, una piattaforma di acquisti, con consegna a domicilio.

Paolo Sereno, il “Ramasset” di Torre San Giorgio, ha inaugurato un canale Youtube: “La cricca del carnevale”, che rende disponibili canzoni per bambini e musiche della tradizione, video, balli di gruppo e inni dei vari paesi, con l’intento di portare, in qualche modo, un po’ di spensieratezza nelle case.

Marco Colomba Giachero, in arte “Gianduiotto” di Luserna, in questi mesi è impegnato, con Pro Loco e Comune, nelle consegne di pacchi alimentari e spese a domicilio per le famiglie della zona.

Il musico dei “Magnin” Fabio Isoardi, nonché il fotografo di Costigliole Saluzzo “Isofoto”, ha proposto la vendita di cornici e puzzle per sostenere l’acquisto di dispositivi di protezione per le case di riposo di Costigliole e Verzuolo.

La “damigella” di Moretta, la sarta Erica Barbetta, confeziona con ogni tipo di stoffa, mascherine lavabili firmate “Un sogno su misura”.

La maschera della Valle Bronda, il “Pelaverga” Pietro Giordanino, ha promosso la consegna a domicilio dei prodotti della sua azienda agricola e, in collaborazione con il padre Danilo, fa sì che non manchino i famosi taglieri di formaggi dei “Quat Taulin” portati a casa.

Il gruppo mascherato di Piasco ha diffuso un video-appello per invitare le persone a stare a casa e per la realizzazione ha richiesto la collaborazione di Renato Garnero, un compaesano del “Bau” rimasto bloccato con la moglie Aurelia alle Canarie durante l’emergenza. I “Magnin” si sono mobilitati e, acquistando due biglietti aerei e sistemando temporaneamente il loro camper, sono riusciti a riportare i due piaschesi a casa. Dopo il rientro di Renato e Aurelia hanno realizzato con loro un simpatico sketch che, sdrammatizzando la situazione, intima ai cittadini di non uscire e termina con le parole del Gran Magnin Dodino Agasso: «Stè a cà».

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