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Busca dà l’addio a “Nani”, ultimo reduce

Giovanni Arnaudo si è spento a 99 anni. Testimoniò l’inferno di Dachau

Busca dà l’addio a “Nani”, ultimo reduce
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Domenica all’ospedale Carle di Cuneo si è spento a 99 anni Giovanni Arnaudo, uno degli ultimi deportati della Granda. I funerali si sono celebrati martedì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Busca.

“Nani”, come lo conoscevano tutti, era originario di Busca, da ragazzo aiutò il padre titolare della Trattoria dei Cacciatori in centro paese. A 19 anni, il 23 marzo 1944, durante un rastrellamento venne fatto prigioniero dai nazisti e condotto in Germania, a Dachau, poi in un campo di lavoro alla periferia di Norimberga, operaio in una grande fabbrica.

Ha raccontato negli anni, con lucidità e commozione, in occasione della Giornata della Memoria e nelle scuole, quei 13 mesi di prigionia, vivendo in baracche di 6 persone, costretti a turni massacranti di 12 ore, bevendo una brodaglia di rape e litigando per contendersi un tozzo di pane.

L’unica nota positiva che emergeva dai suoi racconti riguardava il tedesco che impartiva gli ordini al gruppo: «Aveva figli al fronte, uno già morto in combattimento. Forse per questo mai ci maltrattò e usò la cortesia di non mangiare il suo rancio decisamente più appetitoso in nostra presenza. Il giorno della Liberazione scomparve, mai più saputo nulla».

Tornato a casa nel giugno 1945, “Nani” pesava 38 chili. La Patria lo chiamo immediatamente a prestare servizio militare.

Nel dopoguerra lavorò come sarto e ambulante nei mercati del Cuneese, affiancato dalla moglie Franca Perlino. Cavaliere del Lavoro, già rettore della Confraternita della Bianca di Busca, amava il calcio ed era tifoso del Toro: negli anni giovanili, vide giocare il Grande Torino allo stadio Filadelfia. Trent’anni fa, subì un gravissimo lutto per la morte della figlia Palmina.

Il sindaco Marco Gallo: «Un caro amico, era piacevole incontrarlo e parlarci. La sua testimonianza, qualche anno fa, nella sala del Consiglio, era stata toccante. Le più sentite condoglianze ai familiari». Lascia i figli Roberto e Mirella, nipoti e pronipoti.

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