ricordo a Cavour

Cavour ricorda gli 80 anni della morte di Alfredo Sforzini

Cavour ricorda gli 80 anni dell'impiccagione di Alfredo Sforzini, partigiano morto nel paese per la libertà

Cavour ricorda gli 80 anni della morte di Alfredo Sforzini
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Nella serata di mercoledì 20 dicembre a Cavour si è svolto il ricordo di Alfredo Sforzini, partigiano fucilato dai tedeschi 80 anni fa. La data esatta della ricorrenza è il 21 dicembre e prorprio al partigiano Cavour ha dedicato la piazza del municipio del Comune, che fu il luogo della sua impiccagione.

Sforzini era nato a Castelvecchio di Pescia, in provincia di Pistoia, nel 1914, fu mandato in Jugoslavia nella seconda guerra mondiale. Rientrato in Italia,nel 43, si unì alla IV Brigata Garibaldi del comandante Pompeo Colajanni che operava nella zona del Monte Bracco. Divenuto responsabile del servizio informazioni, fu arrestato in seguito a una delazione mentre si trovava a Cavour.

Nonostante le pesanti torture subite a Saluzzo non tradì mai i propri compagni, e fu condannato a morte per impiccagione. Il 21 dicembre 1943 all’angolo tra l’allora piazza Statuto, oggi piazza Sforzini, e via Pinerolo, venne ucciso gridando: “Viva la libertà!”. Il suo corpo venne lasciato appeso per due giorni, con un cartello al collo con la scritta: “Così finisce chi spara ad un tedesco”.

Mercoledì si è svolta la commemorazione alla lapide per l’80° anniversario della morte, alla presenza della cariche istituzionia Cavouresi, del Comitato per le commemorazioni storiche ed istituzionali di Cavour, del Comitato Intercomunale per la Valorizzazione della Resistenza del Montoso Ets e delle associazioni cavouresi.

ricordo sforzini in piazza

“Siamo in un periodo particolare, a ridosso delle feste, e ringrazio chi ha deciso di dedicare un momento al ricordo e alla memoria – ha detto il Sindaco Sergio Paschetta con il cappello militare in testa –. Alfredo Sforzini è morto per difendere la libertà del suo popolo, la sua morte ha segnato la storia del nostro piccolo paese, ed è doveroso fermarsi a ricordarlo. Fare memoria però non significa solo trovarsi pochi minuti, ma anche continuare a riflettere tutto l’anno, e in particolare sull’insensatezza della violenza e della guerra, voluta da pochi ma che rende vittime molti”.

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