Un pomeriggio di fine estate, una comunità ritrovata attorno alle proprie radici e un tesoro d’arte restituito a tutto il suo splendore. Sabato scorso, nell’ambito dei tradizionali festeggiamenti patronali dei Corpi Santi (Festa d’ Stember), Scarnafigi ha riscoperto uno dei suoi gioielli più preziosi: la Cappella della Santissima Trinità. Ad accogliere il numeroso pubblico, un programma di restauro imponente e rigoroso, reso possibile grazie ai fondi del Pnrr.
A tracciare le coordinate di questa rinascita, sono stati il parroco don Marco Bruno e l’architetto Luca Paseri, che ha guidato sul campo i lavori. Un intervento a tutto tondo, partito dalla tutela della struttura (con la sistemazione del tetto e la posa delle grondaie per mettere al riparo la pieve dagli insulti del tempo) e culminato nel sapiente recupero del ciclo pittorico interno. I lavori hanno anche permesso di ritrovare le fondamenta di un antico porticato di un campanile, una moneta del settecento e, significativi a livello archeologico, una serie di reperti di origine romana: il segno tangibile che questa pieve, attestata già alla fine del 1200, probabilmente è sorta dove esisteva un edificio più antico.
Ed è proprio tra le pareti della cappella che è arrivata la conferma più affascinante: gli studi condotti durante il cantiere hanno ribadito l’attribuzione degli affreschi alla mano di Pietro da Saluzzo. Il celebre maestro del Quattrocentesco, autore di cicli pittorici di primaria importanza nelle grandi chiese del territorio, dal Santuario di Castelmagno a Villar San Costanzo, lascia a Scarnafigi una firma inconfondibile, a testimonianza del profondo valore devozionale e artistico che questo piccolo tempio campestre rivestiva già secoli fa.
Ma la giornata non si è limitata al solo racconto dei lavori eseguiti. Dal dialogo sul palco tra don Bruno e il sindaco Riccardo Ghigo, stimolati anche dal caloroso contributo dell’appassionato Nico Testa, è emersa la volontà comune di non far spegnere i riflettori al termine del recupero. L’idea condivisa è quella di trasformare la cappella in un luogo vivo di cultura, promuovendo un appuntamento di approfondimento con gli esperti.
Ma non solo, una suggestione l’ha “lanciata” lo stesso architetto Paseri: intercettare nuovi canali di finanziamento per inserire la Santissima Trinità nel circuito “Chiese Aperte”, che consente la visita tramite applicazione su smartphone
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