guerra dell'acqua

La guerra dell’acqua Egea ricorre al Tar

L’ex gestore alza il prezzo con Cogesi

La guerra dell’acqua Egea ricorre al Tar

S’inasprisce e si alza di prezzo la partita sulla gestione dell’acqua pubblica in provincia di Cuneo.

Egea Acque Spa ha presentato ricorso avanti il Tribunale amministrativo regionale per chiedere l’annullamento della deliberazione dell’ Ato4 Cuneese del 22 luglio sulla liquidazione del cosiddetto “valore residuo” e dei relativi atti amministrativi conseguenti.

Il “valore residuo” è la cifra pattuita che il consorzio pubblico Cogesi deve riconoscere a Egea per l’acquisizione, tra altri, di Alpi Acque, la società a capitale misto pubblico-privato di cui Egea faceva parte col 49% del capitale sociale.

Alpi Acque ha gestito per anni l’acquedotto e i servizi idrici integrati di Saluzzo, Savigliano e Fossano e di parecchi comuni dei rispettivi hinterland.

Egea chiede ora la decadenza di Cogesi dall’affidamento in house del servizio idrico integrato nell’Ato4 Cuneese, «a causa – si legge – dell’incapacità economico-finanziaria della stessa di far fronte agli impegni economico-finanziari connessi al subentro nella gestione del servizio idrico».

Ma c’è di più. Anche il valore residuo che Cogesi deve versare per il subentro alla società privata, quantificato in poco meno di 70 milioni di euro la cui rateizzazione dovrebbe concludersi entro il 30 novembre, a giudizio di Egea, va rivisto.

«Tali importi – scrivono i legali – non sono capienti del valore residuo (attualmente in corso di istruttoria e quantificato dalla ricorrente in circa 76 milioni di euro) e al 2025 (stimabile in circa 82 milioni di euro in ragione degli investimenti effettuati nel frattempo dalla ricorrente) vanno riaggiornati».

A giudizio dei ricorrenti, occorrerà dunque «integrare i finanziamenti di un importo che abbiamo stimato in circa 13 milioni di euro».

Come si evince, nella battaglia dell’acqua i milioni di euro ballano come se nulla fosse, quasi si trattasse di una pallina sul tavolo del flipper.

Lo scontro si fa duro proprio perché l’entità delle cifre in ballo è elevata.

I legali di Egea chiedono al Tar la sospensione degli atti amministrativi dell’Ato 4 e dichiarare illegittimi e conseguentemente annullare gli atti impugnati.

Chiedono inoltre «di accertare e dichiarare l’intervenuta decadenza di Cogesi dall’affidamento in house del servizio idrico integrato nell’Ato4 Cuneese per incapacità economico-finanziaria della stessa a far fronte agli impegni connessi al subentro nella gestione medesima del servizio idrico e, conseguentemente, l’inefficacia del relativo contratto di servizio e/o per la condanna dell’Amministrazione resistente all’adozione di un provvedimento di decadenza di tale affidamento per le medesime ragioni».

Nonostante sentenze pregresse a lei sfavorevoli, Egea Acque continua la sua battaglia legale perché la posta in gioco è altissima.

Bocche cucite, per il momento, da tutto il fronte pubblico, mentre si apprende che mercoledì 24 settembre ci sarà una riunione della conferenza dell’autorità d’ambito Ato, l’organo politico-territoriale per valutare le contromisure da adottare.

Mentre i legali di ambo le partiti affilano le armi per una vicenda giudiziaria che non ha precedenti in provincia di Cuneo, i cittadini-consumatori si chiedono come e in quale misura tutto ciò andrà ad incidere sulle bollette dell’acqua.

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