Sabato l’Anap Confartigianato Cuneo (Associazione nazionale anziani pensionati) ha premiato sette artigiani della provincia nel corso di una cerimonia nel salone del ristorante Sarvanot di Castellar.
Presenti le autorità cittadine, tra cui il sindaco di Saluzzo Franco Demaria, l’assessore alle Attività produttive Giampiero Bravo e il prosindaco di Castellar Eros Demarchi, e i vertici locali di Confartigianato, tra cui il presidente di zona Valter Tredesini e il presidente regionale dell’Anap Andrea Lamberti.
Il riconoscimento di Maestro d’opera e d’esperienza è andato a tre artigiani: il saluzzese Michele Quaglia, autoriparatore, con una lunga esperienza nelle file di Confartigianato, di cui è stato presidente di zona ed è vicepresidente vicario provinciale; il braidese Domenico Lazzaro, parrucchiere; l’odontotecnico cuneese Salvatore Spinelli. Hanno ricevuto il titolo di Maestro artigiano 2026 Riccardo Delpiano, termoidraulico di Clavesana, Mario Racca, termoidraulico di Fossano, Fedele Ribero, piastrellista di Dronero, e Silvano Barberis, falegname di Belvedere Langhe.
Il sindaco Franco Demaria ha ricordato come il settore sia profondamente mutato: «L’artigianato è cambiato molto negli ultimi cinquant’anni, ma resta uno dei pilastri dell’economia saluzzese, con tante realtà che producono a livelli altissimi».
Lamberti ha sottolineato la forza dell’associazione: l’Anap conta 6200 tesserati in provincia di Cuneo ed è la più numerosa della regione.
Ha aggiunto Tredesini: «Questo è un premio che riconosce una vita al servizio del saper fare manuale e dell’eccellenza».
Particolarmente apprezzato, e applaudito, l’intervento di Michele Quaglia: «Invecchiare è un privilegio. Il senso del lavoro è un caposaldo del nostro mestiere, è l’esaltazione del talento individuale». Poi lo sguardo ai giovani: «Non rifiutano il lavoro in sé, ma che sia l’unico metro di giudizio per il successo nella vita. Nelle famiglie e a scuola non si parla di artigianato. Noi iniziamo dalla primaria: abbiamo distribuito cinquemila album da colorare e c’è il progetto “Adotta una scuola” con l’istituto Grandis di Cuneo».
Quaglia ha concluso invitando a un nuovo modo di guardare gli artigiani, anche per la scelta delle materie prime, il rispetto dell’ambiente e il valore che rappresentano per il territorio: «Non è un lavoro, ma un mestiere, da apprendere per la vita».
Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale