Mahle, il 29 a Roma l’incontro decisivo per salvare lavoratori e stabilimento la scorsa settimana il presidio a torino e incontro con il governatore cirio

Mahle, il 29 a Roma l’incontro decisivo per salvare lavoratori e stabilimento la scorsa settimana il presidio a torino e incontro con il governatore cirio
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I lavoratori della Mahle attendono risposte. Il 7 febbraio si avvicina inesorabile, e il silenzio dell’azienda tedesca sul futuro dei due stabilimenti di Saluzzo e La Loggia è più pesante delle parole pronunciate lo scorso autunno.

I lavoratori, nella speranza di dare un colpo di acceleratore alla vertenza aperta con l’azienda, si sono presentati venerdì mattina sotto le finestre della sede della Regione, in piazza Castello, a Torino.

Il presidente regionale Alberto Cirio ha aperto loro i cancelli, invitando una rappresentanza ad un confronto diretto.

Cirio aveva già incontrato i lavoratori Mahle due volte: la prima a Verzuolo, durante una visita allo stabilimento Burgo, quando un gruppo di operai si presentò chiedendo il sostegno alla Regione, e quindi poco prima di Natale, in un vertice organizzato in municipio a Saluzzo.

«La Regione - ha confermato Cirio ai lavoratori venerdì scorso - non accetterà altra soluzione che non sia la revoca del licenziamento, per consentire il tempo necessario al salvataggio degli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo (453 lavoratori complessivi). Che si tratti di una riconversione, ipotesi per cui chiediamo all’azienda di chiarire quanto questa possibilità sia fondata, o di qualunque altra strada percorribile».

Presente all’incontro, venerdì scorso, anche l’assessore al Lavoro Elena Chiorino, che nei giorni scorsi ha sollecitato il Mise (ministero per lo sviluppo economico) per la convocazione del tavolo di crisi.

«Ognuno deve fare la propria parte - ha spiegato l’assessore Chiorino - chiederemo che al Mise siano rappresentati tutti i soggetti coinvolti, compresa la Provincia di Cuneo, Città Metropolitana e i Comuni di La Loggia e Saluzzo. Quando si tratta di difendere il lavoro non possono esserci divisioni politiche o istituzionali, ma occorre lavorare tutti nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi».

Il tavolo al Mise dovrebbe essere in programma per il 29 gennaio, pochi giorni prima della scadenza dettata dalla Mahle per la chiusura degli impianti, come anticipato al presidente Cirio telefonicamente dal vice capo di Gabinetto del Ministro Patuanelli, Giorgio Sorial, durante l’incontro di venerdì mattina.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Diego Sarno (Pd), presente al presidio dei lavoratori: «Non c'è più tempo: i vertici della Mahle rispettino le promesse fatte e presentino il piano aziendale, dapprima annunciato e poi svanito nel nulla. Martedì scorso in consiglio regionale ho presentato un ordine del giorno, affinché la Regione interloquisca con il ministero del Lavoro per aprire una vertenza in sede europea, perché quello è il vero luogo decisionale. Ma bisogna fare in fretta - conclude il consigliere Sarno -: già 70 lavoratori con alte professionalità si sono licenziati, trovando un'altra occupazione e accettando una buona uscita. Se la Mahle non presenta al più presto un piano aziendale, la riconversione diventerà impossibile per via della mancanza di personale».

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