Xxxxxx CrSaluzzo: Bper e Ubi più vicine

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La  fusione tra i gruppi bancari Bper e Ubi continua a restare sotto i riflettori nazionali.

Le voci sussurrate in autunno sono state rinfocolate da altre indiscrezioni di varie agenzie stampa che riferiscono di un progressivo avvicinamento tra i due istituti di credito.

A fine ottobre il quotidiano “Il Sole 24 Ore” aveva rispolverato l’idea di un possibile avvicinamento tra Modena e Brescia, parlando di soci sempre più interessati a un possibile matrimonio.

A favorire la fusione tra Bper e Ubi sarebbe la presenza di “interlocutori di peso e ben definiti negli azionariati”.

Una caratteristica che mancherebbe, ad esempio, nel Banco Popolare di Milano, l’altro istituto spesso accostato alla compagine di Ubi. Certo è che le  esigenze di consolidamento  continueranno a farsi sentire, in un mercato dove le piccole entità sono state rese sempre più fragili dal fardello dei crediti deteriorati.

Anche la vigilanza europea, del resto, sta spingendo affinché queste realtà si fondano creando gruppi più solidi.

L’ipotesi di fusione tra Ubi e Bper è stata ripresa qualche giorno fa da “Milano Finanza”. Secondo il quotidiano economico diversi soci di entrambi gli istituti avrebbero iniziato a familiarizzare con l’obiettivo di mettere in luce sia i vantaggi  che gli  ostacoli  di un’eventuale unione.

Nessun dossier risulta comunque ad oggi formalmente aperto.

In ogni caso, a livello locale non si è avuta alcuna percezione di quel che sta succedendo anche perché, trattandosi di gruppi quotati in borsa, la prudenza è più che mai d’obbligo.

Si è invece appreso che il cda di Bper, nella sua ultima seduta, ha deciso che entro il 2020 verrà portato a termine il percorso di assorbimento della Cassa di Risparmio di Saluzzo, avviato nel momento in cui l’omonima Fondazione ha dismesso l’intero pacchetto azionario al gruppo bancario emiliano.

E’ probabile dunque, ma al momento non ancora scontato, che il marchio Crs, dopo oltre un secolo venga definitivamente riposto nei cassetti.

Verosimile, inoltre, la chiusura di qualche altra filiale entro l’anno. Chiusure che, secondo fondate indiscrezioni, non toccherebbero l’area saluzzese e non dovrebbero avere ricadute occupazionali.

Frattanto, per venire incontro a un’esigenza espressa dalla clientela, si è deciso di procrastinare di sei mesi la chiusura di quegli sportelli bancomat prevista per fine anno. Restano così attivi, indicativamente fino all’inizio dell’estate, in città quelli all’incrocio di corso IV Novembre e quello di borgo San Martino.Bancomat attivi anche a Falicetto di Verzuolo (per impedire la chiusura si era mossa anche l’amministrazione, e a Brossasco.

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