Due comunicazioni arrivate nelle buche dei mantesi e sui social negli ultimi giorni hanno animato una polemica che promette di rinnovarsi in occasione del prossimo consiglio comunale. Oggetto del contendere, lo spostamento della sede dei seggi elettorali e le nuove misure (con aggravi di costo) per lo smaltimento del verde, che a Manta tocca un alto numero di famiglie.
SCHEDA ELETTORALE DA MODIFICARE
Dato che per procedere alle prossime consultazioni istituzionali, a cominciare dal referendum del 22/23 marzo, corre l’obbligo di apporre sulle schede elettorali l’indicazione della nuova sede dei seggi (che è stata spostata alle scuole elementari di via Valerano), a tutti i residenti è stato richiesto di raggiungere il municipio per aggiornare le carte, pena l’impossibilità di esprimere il voto.
A gettare benzina sul fuoco è il consigliere di minoranza Gianluca Arnolfo: «L’incombenza è stata comunicata solo tramite strumenti telematici, insoddisfacente per garantire il diritto di partecipazione al voto. Ci chiediamo quali siano le motivazioni di questa scelta, anche perché in passato una comunicazione di identico contenuto, con relativi adesivi da applicare sulla scheda, era stata inviata via posta a tutti».
I COSTI PER IL VERDE
In questi giorni alle famiglie sta arrivando la comunicazione sulle nuove modalità di raccolta del verde. Il sistema di raccolta è cambiato: a partire dalla primavera sarà introdotto il servizio “porta a porta” . Per usufruirne, è necessario richiedere un cassonetto (o comunicare il rinnovo dell’utilizzo di quello vecchio) entro il 27 febbraio: la richiesta può essere effettuata all’ufficio tecnico del Comune o inviando una comunicazione via e-mail. Ogni nucleo familiare, procedendo con la registrazione, si impegna a versare 65 euro all’anno (per ciascun cassonetto).
Anche se un certo malcontento si è levato tra la cittadinanza in merito a questa nuova “tassa”, l’opposizione in Consiglio non si è ancora espressa. Ma ha fatto notare che le due comunicazioni recenti avrebbero potuto essere inviate contestualmente.
LE RISPOSTE DEL SINDACO
Questa la replica del sindaco Ivana Casale: «Cambiano la sede dei seggi perchè Cascina Aia sarà oggetto di un bando per l’affidamento a terzi: non potremo in futuro disporne arbitrariamente. La scuola primaria ha maggiore accessibilità e sicurezza: i locali sono su un unico piano, facilmente raggiungibili e dotati di un’illuminazione adeguata».
Quanto al mancato invio postale delle nuove etichette per le schede elettorali, la prima cittadina spiega la ratio sottesa alla scelta: «In passato, a seguito della spedizione per posta, che comporta una spesa elevata, oltre il 35 per cento degli elettori si era comunque recato in Comune per richiederne la ristampa, con un rilevante aggravio di costi. Per evitare la dispersione delle etichette e garantire un servizio certo a tutti gli elettori abbiamo deciso di adottare una comunicazione capillare attraverso diversi canali».
La spedizione non è avvenuta insieme alla comunicazione sul “verde” perché – aggiungono dal muncipio – si tratta di due tipologie di distribuzione diverse: «Le buste per la raccolta, distribuite da volontari, non avevano necessità di verifica del destinatario. Le etichette elettorali, invece, devono essere consegnate alla persona intestataria della tessera, operazione che richiede controlli puntuali e tempi ben più lunghi».
Quindi la stoccata di Casale ad Arnolfo: «Nulla avrebbe peraltro vietato ai gruppi di minoranza di offrire la propria collaborazione volontaria per la distribuzione nominativa delle buste, ipotesi che era stata prospettata, ma che non è stata raccolta».
Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale