Sanità regionale, servono 300 milioni
Calderoni: «Nuovi ospedali a rischio» Cirio rassicura sulle tempistiche delle strutture ospedaliere di Savigliano e Cuneo

Mercoledì scorso il presidente della Regione Alberto Cirio è venuto a Cuneo a far visita all’ospedale Santa Croce-Carle e ha promesso che entro il 2033 il capoluogo di provincia e il territorio avranno una nuova e moderna struttura ospedaliera.
Frattanto, pare proseguire senza particolari intoppi l’iter della costruzione dell’altro nuovo ospedale del quadrante Nord-Ovest della Granda, che dovrà servire la pianura e le valli del Saluzzese.
La Sanità è tema che tiene banco in queste settimane nel dibattito politico piemontese anche in considerazione delle difficoltà economiche che interessa un comparto che rappresenta oltre l’80% del bilancio della Regione Piemonte.
Per evitare un possibile piano di rientro, come avvenne nel 2010, la Regione ha chiesto ai direttori delle varie Asl e Aziende ospedaliere un taglio che si aggira complessivamente intorno ai 300 milioni di euro per far quadrare i conti.
Un taglio pesante che - spiegano gli esperti di bilancio - serve soltanto a scongiurare quel 5% di disavanzo strutturale rispetto al fondo sanitario assegnato che porterebbe al commissariamento.
Per il sistema sanitario piemontese la dotazione per il 2025 è di 9.488.035.636 e se i preventivi fatti alla fine dello scorso anno prevedevano un rosso di circa 700 milioni, senza ridurre il disavanzo i rischi per il Piemonte di rivivere un’esperienza già vissuta sono reali.
Da un lato, quindi, c’è l’esigenza sempre più pressante da parte dell’opinione pubblica di ridurre i tempi di attesa per esami e visite specialistiche che oggi sono biblici, dall’altra quella, ineluttabile, di far quadrare i conti.
Le opposizioni sono sul piede di guerra.
Il Partito democratico ha presentato un’interrogazione urgente al presidente Cirio e all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi per fare luce sugli obiettivi di risparmio imposti ad Asl e Aso.
Il consigliere regionale Pd del saluzzese, Mauro Calderoni, esprime preoccupazione al riguardo: «Non possiamo accettare che decisioni di questa portata vengano prese nel silenzio e senza un confronto in consiglio regionale. Se davvero il Piemonte deve tagliare altri 300 milioni di euro, l’impatto sui servizi sarà devastante: vogliamo sapere con chiarezza quali saranno le conseguenze per i cittadini e per il personale sanitario».
«L’assessore alla Sanità - prosegue - continua a eludere il dibattito istituzionale, mentre la situazione peggiora di giorno in giorno. Serve un chiarimento: la giunta Cirio deve spiegare come intende scongiurare il commissariamento della sanità piemontese senza compromettere il diritto alla salute».
Sin qui le polemiche politiche, che non evidenziano nulla di nuovo e che dunque non stupiscono più di tanto.
Lecito tuttavia chiedersi, vista la situazione economico-finanziaria, se questa avrà ripercussioni sul nuovo ospedale Savigliano-Saluzzo-Fossano. Un progetto che prevede un finanziamento di 250 milioni da fondi Inail e che, nelle prossime settimane, dovrebbe vedere la presentazione del progetto definitivo ed esecutivo, curato dalla Studio Altieri di Vicenza.
Trattandosi di un investimento, finanziato con fondi Inail, non dovrebbero esserci problemi, ma non si può non pensare a conseguenze se la Regione fosse chiamata dal governo ad un piano di rientro.
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