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Senza scossoni la giunta Demaria dopo il voto il rebus presidenze

Presidenze di Tapparelli, Apm e Bertoni Falda e Bravo gli unici volti nuovi. Momberto verso la presidenza del Consiglio, Bertola Capogruppo

Senza scossoni la giunta Demaria dopo il voto il rebus presidenze
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Si prospetta una giunta rinnovata al 30% con quattro riconferme (se consideriamo anche il neosindaco Franco Demaria che comunque faceva parte del passato esecutivo) e due nuovi ingressi.

Chiusa lunedì sera con l’ultima bicchierata l’ampia parentesi festaiola, il sindaco Demaria sta concludendo le consultazioni tra le sue sei liste per definire la composizione della giunta.

Vige il riserbo, ma qualche indiscrezione trapela e quando queste non sono suffragate da conferme ufficiali, vige il metodo deduttivo.

Infatti, i criteri di scelta degli assessori avvengono secondo regole aritmetiche (da manuale Cencelli) a suo tempo stabilite da Mauro Calderoni.

D’altronde, il ticket Demaria-Neberti aveva già stabilito, prima ancora di conoscere l’esito del voto, l’asse portante della nuova giunta, con Francesca Neberti nel ruolo di vicesindaco.

Per il resto, si andrà alla riconferma delle due donne assessore, Attilia Gullino (Città Futura) e Fiammetta Rosso (Sinistra Saluzzese).

Due soli, dunque, i nuovi ingressi: Enrico Falda (Polo Civico), nella scorsa consiliatura presidente del Consiglio comunale, e Gianpiero Bravo, consigliere uscente e riconfermato con 235 preferenze personali (Uniti per Saluzzo).

La presidenza del Consiglio, negli intendimenti della maggioranza, andrà ad Andrea Momberto (Città Democratica) mentre restano da definire le partecipate, a partire dalle Fondazioni Bertoni e Apm (Scuola di Alto Perfezionamento Musicale), che erano presiedute da Carlotta Giordano e Alessandra Tugnoli.

Per il Tapparelli, data la situazione difficile, pare non esserci la corsa ad accaparrarsi la presidenza.

Uno schema che lascia qualche strascico di delusione perché restano all’angolo personaggi di esperienza e competenza quali Roberto Bertola (Uniti per Saluzzo) e Andrea Tagliano (Una Città da Amare).

Il primo, raccogliendo il testimone da Paolo Battisti, risulta in predicato per il ruolo di capogruppo di maggioranza .

Sulla scorta di questo schema, subentrano in Consiglio i primi esclusi: Giuliano Ruatta (Città Futura), Silvana Cravero (Polo Civico), Paolo Battisti (Uniti per Saluzzo), Giorgio Ponso (Una Città da Amare) e Nicolò Valenzano (Sinistra Saluzzese).

Nessun subentro invece in Città Democratica se Momberto, come tutto fa supporre, andrà a presiedere l’assemblea. La presidenza - a diversità degli assessorati - non comporta infatti dimissioni, essendo parte del Consiglio.

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