speciale grigliata

Grigliata o Barbecue? Il piacere della differenza

Due tecniche diverse per cuocere carni e verdure alla brace

Grigliata o Barbecue? Il piacere della differenza

Griglia e barbecue spesso vengono usati come sinonimi. Però siete certi che siano davvero la stessa cosa? Se ve lo siete mai chiesti, eccovi la risposta, arricchita anche da tutto ciò che forse non sapete sull’argomento.

GRIGLIA

La grigliata ne ha fatta di strada da quando piccoli bastoni si prestavano a spiedini di volatili da far ruotare su fiamma viva. Oggi ci destreggiamo tra griglie giganti, spiedi rotanti e barbecue all’avanguardia, che uniscono amici e famiglie intorno alla magia del focolare. Ma quali sono le differenze fra griglia e barbecue?

La struttura della griglia è aperta, in modo che il fumo si disperda nell’aria, tanto che finito di grigliare siamo noi più affumicati della carne. Si mettono a grigliare carni di piccolo taglio, come salamine, costine, alette o sovracosce che necessitano di una cottura veloce ad alte temperature.

Si griglia cuocendo sulla brace calda, quindi il cibo è a diretto contatto con la fonte di calore, parliamo in questo caso di fuoco diretto. Prima di cuocere però bisogna preparare le braci e qui inizia la disputa tra legna e carbonella. I cultori della grigliata non rinuncerebbero mai ai rituali propiziatori per ottenere ottime braci, si inizia con la scelta della legna giusta, ceppi non troppo grossi e belli secchi in modo che prendano subito fuoco, il loro posizionamento a capanna, l’accensione e il mantenimento del fuoco vivo.

Riti praticati tra un sorso di birra e una fetta di salame, ma quando più uomini Alfa si contendono il fuoco la battaglia si gioca a colpi di pinze, palette e forchettoni. Su una cosa sarebbero tutti d’accordo: meglio usare la legna e non la carbonella.

La legna conferisce un sapore particolare ai cibi, ma non va tutta bene. Pini, abeti e cipressi non sono idonei per la resina. Si preferiscono legnami provenienti da alberi da frutto (pero, melo, pesco o ciliegio) che donano sapori delicati, perfetti per la carne di pollo e maiale.

Ceppi di quercia e faggio creano aromi più forti, adatti per il manzo.

BARBECUE

Il barbecue ha in dotazione il coperchio che mantiene la temperatura moderata e costante, sulle sue pareti si crea un ricircolo di umidità che rende il cibo morbido all’interno e croccante all’esterno.

Questo è un fattore importante dal momento che sul barbecue si cuociono grandi pezzi di carne, tendenzialmente esposti a fuoco indiretto per rispettare la tradizione americana che non rinuncia al formato maxi di pork (maiale intero), pulled pork (spalla di maiale), brisket (punta di petto) e ribs (costine di maiale intere), che necessitano di cotture lunghe e a basse temperature.

Forse la grande differenza si gioca ancora sull’abbondanza, infatti non possono mancare marinature e salse che rendono la cottura BBQ una vera goduria. Tornando alle basi, per il barbecue è meglio la carbonella, non solo perché raggiunge prima la temperatura e la mantiene più a lungo, ma anche perché libera meno fumo e con la chiusura del coperchio non si genera l’effetto affumicato che si creerebbe usando la legna.