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Geografia da salvare negli istituti tecnici

La conoscenza dei luoghi è fondamentale per i ragazzi

Geografia da salvare negli istituti tecnici

Alla luce del recente decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, che riforma gli Istituti Tecnici, è opportuno condividere alcune riflessioni sul ruolo della Geografia nella formazione della società contemporanea.

La Geografia è una delle discipline più antiche del sapere umano. La sua tradizione intellettuale attraversa circa duemilacinquecento anni di storia e affonda le proprie radici nel pensiero dei grandi geografi dell’antichità, come Eratostene di Cirene, Anassimandro di Mileto, Ecateo di Mileto e Dicearco di Messina, che per primi tentarono di descrivere e comprendere razionalmente il mondo.

In epoca moderna, alla conoscenza della Terra hanno contribuito anche grandi esploratori e viaggiatori, da Marco Polo a Cristoforo Colombo, da Vasco da Gama a Ferdinando Magellano, fino a figure come James Cook, Alexander von Humboldt, David Livingstone, Roald Amundsen e molti altri. Attraverso le loro esplorazioni e i loro studi è stato possibile ampliare progressivamente la conoscenza del pianeta e delle sue numerose regioni.

La conoscenza dei luoghi, del resto, è un bisogno connaturato alla vita umana, ed è proprio la Geografia a rispondere direttamente a questa esigenza fondamentale: comprendere lo spazio in cui viviamo, orientarsi nel mondo, saper interpretare i rapporti tra uomo e ambiente, società ed economia, etc.

In tutte le sue articolazioni, questa disciplina rappresenta uno strumento straordinario per sviluppare una conoscenza razionale, metodica e critica della realtà…

In questo senso, la Geografia è per il mondo ciò che l’alfabeto è per la letteratura: uno strumento di lettura e interpretazione della realtà. Essa consente di comprendere i fenomeni globali, di analizzare i dati, di interpretare le relazioni tra spazio, società, economia e politica; è inoltre indispensabile per formulare le strategie di sviluppo economico, sociale, politico.

Proprio per questo appare difficile comprendere come, dopo aver contribuito per secoli alla formazione culturale e civile delle società, questa disciplina possa oggi essere considerata marginale nei percorsi scolastici, tanto da essere quasi azzerata nel percorso giuridico-economico e turistico…

Ridurre ulteriormente lo spazio della Geografia nella scuola, come è stato deciso ora in Italia, significa rinunciare a uno degli strumenti fondamentali per comprendere il mondo contemporaneo. Significa infine privare i futuri adulti di una formazione completa, articolata e durevole, quella, insomma, che aiuta a strutturare anzitutto la personalità di ciascuno.

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